Brescia, saldo negativo tra andata e ritorno: sei punti in meno

L’andamento altalenante – più da salita e discesa di montagne russe che da semplice cavalcavia stradale, tanto per rendere l’idea del gap tra gli alti e i bassi – del Brescia lascia un po’ attoniti. Quello visto con la Triestina è stato troppo brutto per essere vero. I tre flop nelle ultime cinque (perché il pari con i giuliani ha lasciato l’amara sensazione della sconfitta e ben al di là del mero risultato) dicono di una squadra in difficoltà.
Una squadra che in difficoltà numerica lo è da troppo tempo, e questo nessuno l’ha mai messo in dubbio, ma che, soprattutto nelle ultime due uscite, pare aver perso identità. E con gli ultimi cinque punti lasciati sull’erba dove, rispetto per tutti a parte ma anche senza falsa ipocrisia, l’en plein era nelle aspettative, si allarga il divario tra il cammino nelle prime dodici dell’andata e le prime dodici del ritorno.
Il dato
Sono infatti ben sei i punti in meno raccolti nelle partite di ritorno con le stesse avversarie (il calendario in serie C infatti è simmetrico): 27 i punti messi in cassaforte prima, 21 quelli sommati poi. Certo, i numeri danno sentenze e spesso non raccontano i particolari. Per questo, pur rimarcandoli perché la fredda matematica lo impone, è giusto contestualizzarli. E questo, non vuole certo essere un confronto diretto tra Aimo Diana ed Eugenio Corini perché, per tanti motivi, non è possibile sovrapporne i due percorsi, né tanto meno giudicarne l’operato perché troppe diverse le condizioni di lavoro così come gli uomini a disposizione.
I percorsi
Partendo dalle prime dodici, Aimo Diana ha avuto la squadra pressoché al completo (tranne Guglielmotti che si è rotto il crociato nel corso dell’ottava giornata ed è tutt'ora ai box e Luca Vido, in ritardo di condizione e sovente più fuori che dentro) fino all’undicesima. I suoi guai sono cominciati da fine ottobre quando l’intero reparto offensivo, salvo Cazzadori, ha gettato la spugna, segnando il calo della squadra e scavando pian piano verso il suo esonero.
Eugenio Corini ha ereditato dal collega una squadra che era ancora in piena emergenza, squadra che di lì a poco avrebbe perso anche altri numerosi protagonisti per infortuni che si sono poi rivelati molto più gravi del previsto. E se Diana è stato costretto a giocare le sue ultime sei partite senza attacco (abbiamo visto Balestrero nei panni di falso nueve), Corini s’è ritrovato senza quello e, soprattutto, senza centrocampo con i forfait di Di Molfetta, Zennaro, Mercati e, nelle ultime, anche di De Francesco, oltre al «ministro» della difesa Nicola Pasini.
Il mercato

Vero che il mercato invernale ha portato alla corte del tecnico di Bagnolo Mella rinforzi di livello per la categoria come, su tutti (Mallamo s’è infortunato subito, Moretti è per ora un buon rincalzo), Marras, Lamesta e Crespi, ma altrettanto vero che alcuni dei recuperati (Maistrello, Di Molfetta ed ora Spagnoli) hanno dimostrato di essere ancora lontani da una forma accettabile, mentre altri attesi a breve in gruppo hanno bisogno di essere ricondizionati. Per una rosa ancora ristretta, ma sufficiente, e l’ha dimostrato, a fornire altro tipo di prestazioni. Ma i freddi numeri se ne fregano e restano. E dicono di quel gap. Che ora rischia di mettere in discussione quel secondo posto conquistato, ma ora da difendere con i denti. Ritrovando quell’identità. Ritrovando se stessi. Prima di subito.
Dal campo
Intanto alla squadra è stata concessa una domenica di riposo: il ritrovo è fissato a Salò per questo pomeriggio. Per l’Alcione potrebbe tornare a disposizione Zennaro, ma vanno valutate le condizioni di Crespi uscito per un fastidio al flessore dopo un tempo e mezzo con la Triestina.
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