Portiere anni Ottanta del Brescia. Il primo nome che viene ai tifosi è quello di Roberto Aliboni, in biancazzurro dall’83 all’87: dalla C alla A insomma grazie a Pasinato.
Il classe ’55 è stato ospite della trasmissione Linea Diretta di Teletutto e radio Bresciasette (ore 13.05 dal lunedì al venerdì) condotta da Fabrizio Valli e ha parlato di passato e presente dalla spiaggia di Marinella di Sarzana, suo buen ritiro, «anche se voglio venire presto ad abbracciare tutti i tifosi biancazzurri», dice «Alì», com’era per tutti.
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«La situazione attuale? La regola è sempre la stessa: si vince tutti insieme, serve essere gruppo. Squadra, allenatore, società, tifosi uniti per fare risultato. Questo Union Brescia tentenna un attimo in casa, si discute se serva una punta o due, ma il calcio è opinabile e solo chi è all’interno capisce davvero cosa va e cosa non va. Dico a Corini di seguire le sue idee, di capire cosa eventualmente non va coi suoi collaboratori: ha un grande gruppo e può fare corsa con il Cittadella per la promozione diretta».

Oggi e… ieri
Il confronto col passato è inevitabile. «Anche noi avevamo giocatori in quella C famosa pronti per la B e la A, altri forse non lo erano, ma messi insieme da Pasinato trovammo la chiave giusta. E sapete perchè poi retrocedemmo una volta arrivati in A? Anche perché con Giorgi perdemmo quella speciale amalgama».
La figura dell’allenatore al centro quindi, ieri come oggi. «Noi avevamo Gritti, il bomber, ma se non riusciva a segnare Tullio facevano gol altri. Eravamo gruppo unito, con Pasinato che era uno poco ciarliero, ma sapeva cosa dire soprattutto prima dei match, quando tanti tecnici si perdono in chiacchiere inutili». E poi Orrico. «Sacchi ha imparato da lui; Cortrado ti insegnava come giocare a calcio, sempre palla avanti, aggressività e pressing per vincere la partita».



