È una stagione che già profuma intrinsecamente di storia, a prescindere da come finirà. Eccola, la prima buona notizia: quella storia non è finita. È stata a tanto così dall’esserlo, un’estate fa. L’altra è che non si è chiusa nemmeno la prima annata del Brescia, che ha cambiato pelle e denominazione (oggi c’è un’Union in più, con la quale molti hanno ormai preso familiarità), ma non l’anima.
Quella che deriva dal tifo, fedele (con pochissime eccezioni) al progetto che Pasini e la sindaca Castelletti, in un afoso tardo pomeriggio del 17 luglio, tennero a battesimo. Riviviamolo insieme, questo primo storico campionato. L’ultima pagina, candidamente bianca, è ancora tutta da scrivere.




