Il Brescia e la concretezza perduta: ora l’Union ha il quinto attacco

Corini non ha torto: il Brescia, da qualche tempo, attacca con molta più pericolosità la porta. Prima dell’intervallo a Lumezzane era stato un florilegio di occasioni. I dati sostengono questa tesi. Quello dei gol attesi cresce in maniera sostenuta: nelle ultime cinque è passato dallo 0.58 con l’Alcione all’1.74 del Saleri, con in mezzo il picco di Vicenza (2.38, secondo Sofascore). L’imbuto attraverso il quale scorrono queste opportunità è evidentemente troppo stretto.
Poco incisivi
Dallo scontro diretto vinto contro il Lecco, che sembrava aver ipotecato il discorso secondo posto, l’Union è stata in grado di produrre tre reti in sette partite. Troppo poco. C’è un problema di concretezza, che pure Corini ha ammesso dopo il derby al Saleri. Ora il suo Brescia ha il quinto attacco del campionato, con 46 centri: dopo il recente sorpasso dell’AlbinoLeffe è arrivato quello del Renate, che nel posticipo di lunedì ha infilato due gol alla Pro Vercelli. Più che il posizionamento specifico, inquieta il trend al ribasso: solo due settimane fa i biancazzurri erano terzi in questa classifica.
Delle prime sette nel girone A, il Brescia è l’unica squadra a non avere giocatori in doppia cifra. Cazzadori, miglior marcatore a quota otto, non segna proprio dal Lecco: il suo digiuno dura da sette partite, le stesse nelle quali si è verificata questa contrazione. È un dato che va ovviamente contestualizzato, e che risente degli enormi inconvenienti numerici che hanno colpito il reparto nel corso della stagione: basti pensare che Vido, Spagnoli e Maistrello raggranellano insieme meno minuti (1988’) di quelli che ha all’attivo lo stesso Cazzadori (2374’).
Nuovo bomber

In realtà l’Union un’altra bocca di fuoco l’ha trovata: Valerio Crespi segna con costanza (già sei reti), e tra i centravanti del girone che hanno giocato per intero almeno una partita ha la media gol migliore (uno ogni 149’) dopo il capocannoniere Stückler (uno ogni 138’). Il punto è che l’ultimo periodo ha scolorito uno dei tratti distintivi del Brescia: la capacità di differenziare la produzione offensiva.
Vero che il rigore siglato da Lamesta contro il Cittadella ha alzato a diciannove la soglia di marcatori diversi in questo campionato, e che nessuna avversaria fa meglio, ma nell’ultimo mese e mezzo l’unico in grado di segnare su azione è stato l’ex Avellino. Se non timbra lui, la luce si spegne. È un declivio che va abbandonato in fretta: ora l’Union ha più soluzioni per rendersi pericolosa, ma deve ancora capire come sintetizzare meglio la mole di gioco che produce. Fare questo step significherebbe soprattutto presentarsi ai play off con credenziali molto più solide.
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