Brescia, Corini: «Destino nelle nostre mani, meritiamo più rispetto»

Eugenio Corini sveste per un attimo il solito aplomb e tuona: «Meritiamo più rispetto». Per due volte, nel derby di oggi col Lumezzane, il tecnico del Brescia ha giocato la card per l’Fvs: «Ci è stato detto che Gallea tocca Cisco, ma non con un’intensità insufficiente a giustificare un rigore. E che il tocco di mano di Moscati non interferisce troppo con l’azione: per questo è stato giudicato non punibile».
L’analisi
L’irritazione è palpabile, anche perché stando a questa costruzione si ha la sensazione che le spiegazioni siano un po’ farraginose. Corini, ad ogni modo, non si sottrae all’analisi degli errori dei suoi: «Complessivamente abbiamo fatto una prestazione importante, che meritava un risultato diverso. Avremmo però dovuto avere maggiore concretezza nel primo tempo. E dopo il secondo intervento dell’Fvs ci siamo fatti prendere dal nervosismo».
La classifica
Il Brescia è ancora secondo, ma il margine sul Lecco si è azzerato. È lo scontro diretto, in questo scenario, a tratteggiare la sottilissima linea di confine tra le due squadre. Corini ammette che «la corsa si è complicata», ma nonostante questo «il destino è ancora nelle nostre mani. Dobbiamo pensare a vincere le prossime due partite». Insomma, niente panico. Come quello mostrato negli ultimi venti minuti di partita, condizionati, a detta di Corini, «dal problema al costato accusato da Sorensen, che ci ha reso più vulnerabili ai loro contropiedi».
A proposito: il danese verrà portato all’istituto clinico Sant’Anna per accertamenti. Sperando non sia nulla di grave: «Dopo questa gara – chiosa Eugenio – dobbiamo ripartire con rabbia, anche perché i segnali positivi sono tanti». Anche in fase offensiva: «Vero che c’è mancata concretezza, ma la squadra tira con molta più facilità rispetto a prima. E questo significa che stiamo crescendo».
Il protagonista

Mattia Zennaro ha ritrovato il campo dopo quattro mesi: «Ma sognavo un rientro diverso», ammette il centrocampista. «Sono stato fuori a lungo, quindi la condizione è quella che è. Ho fatto tre allenamenti con la squadra, e il mister mi ha chiesto se me la sentissi di giocare uno spezzone. Ho dato la mia disponibilità, ora spero di poter dare sempre più il mio contributo, soprattutto ai play off».
Anche l’ex Venezia si sofferma brevemente sugli episodi arbitrali: «Non ho rivisto il contatto tra Gallea e Cisco, il mani di Moscati invece mi sembrava esserci. Quindi sì, direi che l’arbitraggio abbia influito». Il passo falso, assicura Zennaro, non sposta nulla nelle convinzioni della squadra: «L’obiettivo è e rimane il secondo posto. Ora ci aspetta una finale».
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