La strana coppia. Che poi così strana non è. Crespi e Spagnoli. Oppure, Spagnoli e Crespi. Due prime punte per una maglia che però, la sfida con la Pro Vercelli docet, possono coesistere. Vero che Eugenio Corini aveva già schierato due punte, Crespi e Pellegrini, dall’inizio nella partita del di Trento, ma altrettanto vero che Pellegrini, nonostante abbia fatto il centrale dei tre d’attacco nel 4-3-3 di Tabbiani proprio a Trento l’anno scorso, è per caratteristiche più una seconda punta.
Fianco a fianco
Tra l’altro in quel match del 13 settembre scorso era stato schierato nel duo sulla trequarti con Rizzo Pinna alle spalle di Crespi nel solito 3-4-2-1. Con la Pro di Bonera, invece, Crespi e Spagnoli hanno giocato in linea in un inedito 3-5-2 che vedeva Rizzo Pinna uscire tra le linee. E questo, grazie all’adattabilità più di Spagnoli che di Crespi: l’ex Padova, che già nell’anno della promozione del biancoscudati aveva più volte giocato al fianco di Bortolussi, ha, come dichiarato dallo stesso Corini al termine della partita con i piemontesi, un’intelligenza tattica importante che gli consente di sapersi adattare ad un compagno di ruolo.
E di sacrificarsi «girando» più largo per aprire spazi per il compagno stesso. Senza, chiaramente, rinunciare a cercare la personale finalizzazione, soprattutto nelle palle messe in area dagli esterni o nei tagli sulla profondità. Ma anche Crespi (ottima la sua reazione del dopo Lecco), che magari è meno avvezzo a stare più lontano dalla porta, è attaccante che sa rientrare in copertura e che, pur essendo a suo agio come punta unica, può trarre vantaggi dagli spazi che un collega di ruolo può creargli con la sua presenza attenzionata dai difensori avversari.
Le possibilità e le valutazioni

Due punte come soluzione temporanea in attesa del rientro del titolarissimo Marras o come opzione in più per il gioco d’attacco dei biancazzurri? L’abbiamo chiesto ad un ex attaccante (e sempre sul pezzo per quanto riguarda le vicende del Brescia) come Giampaolo Saurini: «È sempre una questione di equilibrio – afferma "Sauro" –. Credo che il Brescia possa giocare tranquillamente anche con le due punte, seppur sia evidente che, in quel caso, si debba lavorare in modo diverso. È naturale che avere contemporaneamente in campo due giocatori dal grosso impatto come Crespi e Spagnoli ti dà sicuramente qualcosa in più dentro l’area di rigore».
L’ex rondinella ritiene che il lavoro sporco possa venire fatto da l’uno per l’altro: «Seppur entrambi abbiano caratteristiche da prima punta, è un compito che possono dividersi. Forse Spagnoli, per caratteristiche, può svariare un po’ di più e il suo passato al Padova l’ha dimostrato, ma credo che trovando la quadra giusta possano coesistere».
Con il rientro di Marras al fianco di Rizzo Pinna, è una coppia destinata a dividersi ancora? Saurini nicchia: «Beh, dipende da che modulo si vuole usare. Anche se non mi focalizzerei sul rientro di questo o quello: il Brescia ha una rosa altamente completa e competitiva, non ci sono titolari fissi e riserve. Corini vedrà, partita dopo partita, se giocare con due punte o con due trequartisti. All’occorrenza – conclude – può giocare anche con tutti quattro: in un 4-2-4, ci stanno anche tutti. Con questa rosa ha svariate soluzioni e tutte competitive».



