L'ispirazione può arrivare in qualsiasi momento, in qualsiasi circostanza. A esempio salendo in auto per andare al lavoro, accendendo la radio, perdendosi nei pensieri ma prestando attenzione a titoli e testi. Quindi: «Un metro alla volta: ho ascoltato casualmente questa canzone di Pezzali e dico che anche noi dobbiamo costruire il nostro traguardo un pezzetto alla volta». Così Eugenio Corini all'antivigilia della sfida all'Arzignano rispondendo alla domanda secca «ora è un Brescia del quale possiamo fidarci?». «Lavoriamo – aggiunge Corini – a una ricerca continua. Abbiamo affrontato un momento particolare, il lavoro non è mai finito, c'è sempre tanto da fare. Vogliamo sempre poi crescere ed essere solidi».
Verso venerdì
Quale è la parola d'ordine verso la gara di venerdì sera? «È sempre consapevolezza: rispetto a come si cavalca l'onda o si reagisce alla difficoltà. Con la Folgore ho visto quella cattiveria che serve, quella che fa la differenza è che fa parte dei dettagli rispetto ai 5 punti di gap dal Cittadella. Con la Folgore abbiamo avuto voglia di definire la superiorità che delle volte sapevamo di avere, ma che non eravamo stati in grado di tradurre».
Ora l'Arzignano: «Complimenti a mister Di Donato: ha costruito una squadra solida e compatta e che ha perso immeritatamente a Cittadella. Va prestata grandissima attenzione: dovremo essere equilibrati e fare bene al palleggio, dovremo essere attenti alle preventive: loro sanno ribaltare velocemente. Hanno dei valori. E sarà un big match ma come per noi devono esserlo tutti».
La vittoria con la Folgore
Torniamo alla partita con la Folgore: «Più contento del 4 alla voce gol fatti o dello 0 a quella gol subiti?».«Aver tradotto i dati sempre alti di expected gol è stato importante, la solidità l'abbiamo sempre avuta».
In attesa di Crespi e Zennaro tutti stanno facendo la loro parte: «Si alza la competitività anche interna, sono molto contento di tutti. Poi nell'abbondanza devo fare scelte anche strategiche e funzionale. A esempio voglio spendere una parola per Balestrero: non ha giocato l'ultima gara, ma è sempre solido e qualitativo. È sempre uno su cui contare… Ora per venerdì ci sono tre-quattro situazioni da gestire pensando ai minutaggi».

Martedì la visita in Feralpi: «Giornata bella, sono stato felice di incontrare gli operai dato che mio padre per 30 anni ha lavorato in fonderia. Sono contento anche di sapere che le condizioni pure in tema di sicurezza sono migliorate. Poi sono stato felice e sorpreso per il riconoscimento per le mie 100 panchine biancazzurre: ringrazio anche il mio staff, condivido tutto con loro. Spero di scrivere ora tante altre belle pagine di emozioni».




