Fede. Bisogna avere fede. E aggrapparsi ai segnali, all’apparenza anche insignificanti. La sola certezza è che il tempo stringe, mentre l’ansia sale. Un’ansia calmierata, diciamo così, dai segnali di cui sopra. Su tutti, il silenzio che d’improvviso è calato sulla trattativa per la compravendita del Brescia. Sembra niente, ma niente non è.
Le tappe

Il tempo delle schermaglie dialettiche è ufficialmente finito. Prima la manifestazione di volontà di Massimo Cellino di cedere la società, poi le richieste – a mezzo del consigliere del club Stefano Midolo – di «venire con i soldi», poi l’esplosione della bomba contributi che non solo non ha allontanato chi tenta di avvicinarsi al Brescia da mesi, ma che anzi li ha convinti a mettere in campo l’«artiglieria pesante» in campo di mediazione su come agire al cospetto di Cellino: ovvero Francesco Marroccu. Che si è palesato sulla scena mentre il presidente-patròn, più o meno contestualmente, ha ammesso l’esistenza di una trattativa.




