Calcio

Cellino: «Tratto la cessione, ma ora il passo lo facciano gli altri»

Il presidente del Brescia: «Taccio sugli interlocutori, però le condizioni sono chiare. La Spv mi deve ridare i soldi, e per l’iscrizione serve una deroga»
Massimo Cellino, patron dei biancazzurri - Foto New Reporter Papetti © www.giornaledibrescia.it
Massimo Cellino, patron dei biancazzurri - Foto New Reporter Papetti © www.giornaledibrescia.it
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Non sono solo chiacchiere. Ma d’altronde, che la volontà d’affondo per acquisire il Brescia da parte del gruppo d’oltreoceano «portato» da Daniele Scuola fosse concreta era già risultato chiaro da parecchi segnali e manovre sottotraccia che non si sono mai interrotte. Nemmeno di fronte alle raggelanti notizie scoppiate domenica. E da mercoledì i segnali si sono ulteriormente intensificati, andando tutti nella direzione unica di provare a trasformare le manovre d’avvicinamento in corso da mesi, in un’azione da far sfociare in una trattativa vera. C’è stato un via libera ad azionare i motori verso un’azione decisa. Come, su quali basi, con quale piano è materia coperta dal più stretto riserbo. Ma qualcosa sta succedendo. Pur tra mille difficoltà, altrettanti risvolti da valutare, ostacoli da aggirare. La conferma è arrivata direttamente da Massimo Cellino. «Gli avvocati stanno trattando la cessione. Le condizioni sono chiare a tutti».

E quali sono?

«Prezzo basso e pagamento dilazionato nel tempo. Io non conosco questo gruppo che sta trattando, ma le condizioni sono le stesse della trattativa con Radrizzani, che però si è tirato indietro dopo il casino scoppiato. Lui o gli altri per me sono uguali. Di una cosa sono certo».

E cioè?

«Io a Brescia non torno più. Non ci metto più piede nemmeno per un caffè. Sono un ex. Il passo adesso però non lo devo fare io, ma chi vuole comprare».

Per altri si intende il gruppo con Marroccu?

«Taccio».

Tace dunque acconsente?

«Taccio».

Ma chi vuole il club deve «limitarsi» a coprire i debiti attuali e anche pagare gli impegni per chiudere questa stagione e aprire la prossima o deve anche pagare una buonuscita a lei?

«Su questo non rispondo. Ripeto: trattano gli avvocati».

Nel caso non si chiudesse prima, metterebbe lei i soldi per l’iscrizione?

«Certo, se il commercialista Gamba o Alfieri ci restituiscono i soldi già pagati. In più ci sono le sanzioni. E già al Fisco abbiamo pagato 11.8 milioni del vecchio debito della Brescia service di Corioni. Io non sono così ricco e poi non posso pensare che non venga fatta una deroga al 6 giugno per tutte le squadre coinvolte in questo casino che ha fatto la Federazione. Non sappiamo se bisogna iscriversi in B o in C e che banca ci dà fiducia per le fidejussioni. La Figc si è inventata di notte questo piano per salvare la Sampdoria».

Ma tornando ai crediti d’imposta che risultano inesistenti: perché non ha pagato nella stessa modalità di sempre?

«Perché era già stato tutto organizzato dall’ex dg Micheli e mi è stato detto che si poteva fare. Io alle 14.30 del 17 febbraio ho solo concluso il lavoro di altri. E aggiungo che per legge la scadenza dei contributi è un mese dopo quella degli stipendi, ma Covisoc ha voluto copia dell’accordo tra noi e Alfieri, copia del pagamento fatto da noi ad Alfieri e quindi ho pagato tutto il giorno stesso. E ora tardivamente mi dici che non va bene? È assurdo. In 35 anni di calcio non ho mai saltato una scadenza e anche stavolta ho pagato tutto, ma sono stato truffato».

Ma come ha fatto a fidarsi della Spv di Alfieri?

«Ripeto che l’iniziativa non è stata mia. Mi hanno detto e gli atti lo dimostrano che comunque era certificato da Banca d’Italia. Ma pensiamo all’udienza del 29 e comunque se mai dovessero togliere punti al Brescia lo devono fare per la prossima stagione e non in questa. Le contestazioni nei nostri confronti sono state scritte di notte a campionato finito. E ora c’è anche una sentenza del Tas (il tribunale arbitrale dello sport, ndr) dalla nostra parte: quella che ha restituito tre punti al Bellinzona che era stato penalizzato per non aver pagato i contributi sociali ad ottobre».

Il tema iscrizione

Massimo Cellino all'ingresso della sede del Brescia - Foto New Reporter Checchi © www.giornaledibrescia.it
Massimo Cellino all'ingresso della sede del Brescia - Foto New Reporter Checchi © www.giornaledibrescia.it

Pochi concetti, non tutti chiari. Cellino va comunque sempre interpretato, letto tra le righe: con lui nulla è davvero mai come sembra. Nell’insieme si può anche nascondere un messaggio, nemmeno troppo criptico alla controparte. Della serie «venite, vi aspetto». Tra i passaggi meno chiari, detto della vaghezza circa il punto delle condizioni, quello relativo all’iscrizione alla prossima stagione. Tutto e il suo contrario. Ma in questo caso c’è un nero su bianco che conta. Nella memoria presentata al procuratore federale, Cellino si è detto consapevole di «dover ragionevolmente far fronte nell’immediato alle contestazioni rappresentate dall’Agenzia delle Entrate onde scongiurare la nefasta ipotesi dell’esclusione dalla partecipazione al prossimo campionato calcistico, con tutte le intuibili conseguenze che ne deriverebbero sia in termini di operatività aziendale, di danno reputazionale e, non di meno, di disastroso impatto nel tessuto sportivo e sociale della città di Brescia». Il che fa pensare che non se la trattativa non dovesse chiudersi per tempo e se non ci fossero deroghe per l’iscrizione, farebbe il suo dovere. Ma tra numeri, richiesta e offerta, lo sanno solo Cellino e gli investitori.

Ha collaborato Erica Bariselli

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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