Chi ha tempo non aspetti tempo. Che in questo caso, nemmeno c’è. La trattativa per la compravendita del Brescia era, e resta, una gara contro il calendario visto che dal Consiglio Federale è arrivata la conferma che è al 6 giugno che bisognerà dimostrare di aver chiuso i conti stagionali con stipendi e contributi.
Un onere che Massimo Cellino non intende accollarsi e, anche per questo - più si va avanti più è chiaro che la natura delle sue minacce di non iscrizione ha contorni più strumentali che altro - se qualcosa tra il presidente-patròn e gli investitori stranieri da tempo sullo sfondo è destinato a succedere, l’ora è esattamente questa. Perché se qualcuno vuole il Brescia - e questo qualcuno, che ha messo in pista anche il massimo esperto in «Cellinologia», Francesco Marroccu - al Brescia occorre che provveda fin da subito.




