Calcio

Il Brescia si difende e attacca: segnali di una trattativa che procede

Il weekend è trascorso tra manovre sottotraccia mentre il club ha reagito ad alcune nocive notizie di stampa
Massimo Cellino Foto New Reporter © www.giornaledibrescia.it
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Chi ti può difendere se non sei tu il primo a difendere te stesso? Se ti dai perdente, spacciato, disperato, in che modo puoi pensare che gli altri non ti inquadrino per il bersaglio che in realtà non vuoi essere anche se per un mix di superficialità e quant’altro ti sei messo in condizione di esserlo? Oltretutto in un contesto nel quale ti dichiari tanto vittima di un raggiro quanto di un disegno «ordito di notte dalla Figc» (cit. Massimo Cellino).

Il Brescia lo ha capito: assumere la postura pubblica del Calimero, non può pagare. Poco importa se dietro le quinte non stai facendo ciò che dici: tra le altre cose, continuare a far trapelare l’idea di non voler iscrivere la squadra facendo veicolare il messaggio da uno dei propri legali, è la prima cattiva idea tra tante cattive idee. Anche se si tratta di un «diversivo» e di una minaccia strumentale da agitare per far muovere-smuovere chi vuole il club.

Lo stato dell’arte è coperto dalla riservatezza più totale. Tuttavia, ci sono elementi che portano a pensare che il fine settimana abbia fatto registrare quei primi passi che però, in caso, da oggi devono trasformarsi in una falcata da centometristi mondiali. Quali elementi? Ad esempio una presa di posizione decisa del club rispetto ad alcune notizie pubblicate nei giorni scorsi da una testa nazionale e ripresa senza verifiche da organi d’informazione online.

Smentita

Il club ha seccamente smentito di aver ricevuto già a marzo un avviso in merito alla situazione dei crediti di imposta usati per pagare i contributi e ritenuti inesistenti. «Brescia Calcio ha ricevuto allo stato uno "schema d'atto" (primo e unico atto) da parte dell'Agenzia delle Entrate solo in data 9 maggio 2025, che costituisce solo l'apertura di un contraddittorio con l'Agenzia delle Entrate e neppure ha natura di formale contestazione». E ancora: «Brescia Calcio, tramite i propri legali, ha già presentato tempestive osservazioni tecniche e si è dichiarata pronta a definire ogni contestazione con successiva surroga anche sotto tale profilo nei diritti restitutori in danno della società che ha truffato il club. Peraltro, al di là di quanto erroneamente riportato su più testate giornalistiche, Brescia Calcio risulta in regola con il pagamento delle ritenute Irpef e dei contributi Inps e definirà secondo legge le contestazioni avanzate dal Fisco con riguardo non a detti aspetti che sono regolari, ma ai crediti acquistati che sono stati contestati e ha già avviato tutte le azioni di tutela in ogni sede competente».

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Brescia, l'avvocato Bonavitacola: "Nessuna trattativa"

Una nota in «legalese» che contribuisce a restituire l’immagine di una società che batte un colpo contro l’immagine di una realtà in disarmo. Il comunicato, arriva diversi giorni dopo che le ricostruzioni oggetto di disappunto sono state offerte al pubblico. Perché il cambio di rotta? Perché ci sono lavori in corso, su tutti i fronti. E questi fronti – la battaglia legale e la trattativa per la cessione del club – sono intrecciatissimi.

Mosse

Quel che si sa, anche se manca una «pistola fumante», è che il fine settimana, dopo i messaggi in bottiglia mandati da Cellino e da uno dei suoi avvocati Luca Bonavitacola, non è trascorso invano. I contatti tra mediatori si sono intensificati e oltre al «braccio» legale bresciano, risulta ora coinvolto anche quello romano che si occupa della difesa della società davanti agli organi di giustizia sportiva. È la logica, più che altro, a condurre a questa conclusione: affinché il cammello (gli investitori stranieri con Marroccu a contribuire alla loro azione) passi nella cruna dell’ago (tempi strettissimi) occorre una condivisione anche della strategia per provare a trovare la strada che porti a ottenere il minore dei mali da un punto di vista sportivo. E dove voglia andare a parare il club con le proprie argomentazioni lo avevamo svelato su queste colonne già all’indomani della bomba scoppiata in mano al Brescia: mantenere la serie B vedendosi addebitati al massimo 8 punti di penalizzazione nella prossima stagione.

Una prospettiva che spaventa, ma decisamente meglio di una retrocessione in serie C che comporterebbe comunque una partenza a handicap di 4 punti. Riuscire a spuntarla (o almeno per ora riuscire a ricavare l’impressione che così possa andare a finire) sul minore dei mali, appunto, aiuterebbe – dopo un eventuale primo ingresso degli investitori in qualità di soci di minoranza – a costruire nel miglior modo e sereno possibile il totale passaggio di mano del club. In soldoni: se gli investitori riusciranno nel «blitz» entro questa settimana, potranno aggiungere a loro volta forze e risorse per la battaglia legale. Ma per dare uno slancio sia alla trattativa che all’operazione legale, non può non esserci prima uno slancio da dentro. E lo slancio da dentro, è arrivato perché ci sono stati segnali da fuori. Tutto si tiene e si lega a una sola parola: speranza.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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