L'avvocato Bonavitacola parla anche del futuro societario del Brescia: «Ci sono state interlocuzioni, non lo nego: hanno avuto un inizio, poi un rallentamento e uno stop. Questa vicenda ha ovviamente complicato le trattative, le riserve sono comprensibili. Ripeto, formalmente esistono interlocuzioni, ma siamo lontani da un ipotetico closing. Cellino è un imprenditore, sa come muoversi e si assume sempre le responsabilità di ciò che fa. Non credo sia nella posizione di poter dettare condizioni di un certo tipo, si tratta soltanto di capire se ci sia una concretezza dall'altra parte, che in questo momento non c'è. I tempi sono stretti».

Massimo Cellino in tribuna al Rigamonti - Foto New Reporter © www.giornaledibrescia.it
Riguardo al gruppo di investitori sullo sfondo: «L'interlocuzione di cui parlo è questa, ma non si è mai manifestata con concretezza. Si è parlato di come impostare l'operazione, che ha trovato il gradimento anche del presidente: un ingresso con iniezione di liquidità e un processo che avrebbe portato a un closing, al netto di debiti e quant'altro. Questo passo però non è stato fatto. In questo momento qualsiasi investitore, che sia un fondo o un grande imprenditore, ha delle riserve. Ho letto su tanti giornali che questo gruppo sarebbe determinato ad affondare anche in caso di C, io non posso che auspicarlo».