Prima di parlare di calcio, il pensiero va lassù. La premessa di Eugenio Corini è per Federico, il ragazzino di 13anni morto per un malore mentre giocava a calcio con gli amici: «Volevo fare le mie più sentite condoglianze alla famiglia. È stato commovente il silenzio iniziale della Curva: vorrei che il mio abbraccio arrivi alla famiglia e un bacio a Fede».
Poi, il pensiero torna quaggiù, al campo: «È stata una vittoria meritata e cercata dal primo secondo all’ultimo istante. Ho visto la rabbia di chi vuole vincere il campionato. Grande era la voglia di portare a casa i tre punti e l’abbiamo fatto con grande dedizione e coraggio, portando sul campo le cose sulle quali avevamo lavorato. Come i cambi campo, che ci hanno permesso anche di mettere tanti cross in area, anche se dobbiamo essere più qualitativi perché di cross, in tutte le partite, ne facciamo davvero tanti».
I due centravanti
E stavolta, fatti per due punte perché Crespi e Spagnoli sono partiti, per la prima a volta, dal 1’: «Sto cercando di gestire l’assenza, che spero sia ormai breve, di Marras. E la crescita di Spagnoli mi ha convinto a schierarli insieme. Vero che Spagnoli ha caratteristiche di prima punta più simili a Valerio, ma anche un’intelligenza tattica che gli permette di sapersi abbinare bene ad un altro attaccante. L’aveva fatto anche a Padova accompagnando Bortolussi quando hanno vinto il campionato. Alberto ha poi questa disponibilità pazzesca così come la grande passione che mette nel suo lavoro: ho visto tutta la sua sofferenza l’anno scorso, ma anche la sua determinazione a non mollare. E comunque – continua – noi dobbiamo abituarci a lavorare con più soluzioni».
I singoli
E a proposito di Crespi: «Grande prestazione e grandissimo gol. Ma Valerio, anche quando non ha segnato, è entrato spesso nei gol della squadra. Mi è piaciuta la sua reazione caratteriale dopo Lecco: da giocatore con gli attributi». Come quelli di Casasola: «S’è arrabbiato al cambio? A me piacciono quelli che si incazzano. È un caratteriale e io amo i giocatori così».

Parlando di singoli, il discorso vira anche su Rizzo Pinna: «Quando la palla gli arriva, sai sempre che qualcosa di qualitativo può accadere. Marras? Lo attendiamo presto, ma con tutte le cautele. Forse già con la Giana o al limite per la sfida al Cittadella. Gori? È il nostro titolare, Zacchi la scelta migliore che potesse arrivare per sostituirlo. Mi prendo ancora un po’ di tempo per decidere…». Sul cosa farà domani pomeriggio (gioca il Cittadella a Novara, ndr), sorride: «Noi il nostro l’abbiamo fatto, vediamo cosa faranno loro…».
Il protagonista
Un minuto, suppergiù, per lasciare il segno: «M’è capitato di segnare da subentrato, ma non credo di averlo mai fatto così in fretta». Si era già sbloccato in coppa, ora è arrivato il primo gol in campionato. «Ci sono anch’io», aveva detto dopo Lecco Alberto Spagnoli. Stavolta tocca a Jacopo Pellegrini: «È la dimostrazione della forza del gruppo, ciascuno sa quanto conta entrare bene dalla panchina. Il livello è alto e ognuno deve dare il proprio contributo».
L’attaccante racconta così il suo momento: «Se vesti questa maglia devi mettere in conto di doverti misurare con compagni di livello. Abbiamo tutti un buon rapporto, e poi le scelte spettano al mister. Noi dobbiamo solo pensare a lavorare». Quanto alle critiche, a detta di Pellegrini sono state gestite «da gruppo forte. Abbiamo un obiettivo troppo grande per guardarci alle spalle. Giocare qui è un privilegio, bisogna prendersi gli elogi e pure qualche critica».



