La concomitanza con la chiusura del mercato sovrappone l’atmosfera di festa ai bilanci di una sessione dalla quale il Brescia riemerge più forte, convinto, attrezzato. Il discorso cade inevitabilmente su Marco Frigerio, l’ultimo arrivato: «Siamo riusciti a soddisfare la richiesta tecnica che riguardava quella zona di campo», commenta sorridente Pasini.
Che quanto a Vido, accasatosi all’ultimo minuto al Monopoli, ammette sia servita un’opera di convincimento piuttosto intensa per far sì che salpasse verso altri lidi. La cornice è la presentazione del suo Brescia, in una piazza Loggia affollata da circa tremila persone. Il presidente dell’Union esprime soddisfazione per la vittoria di Crema («un segnale sia arrivata all’ultimo») e indica la strada: «Testa bassa e pedalare».
L’obiettivo

La differenza più evidente con la passerella di un anno fa sta proprio nell’orizzonte finale di questa stagione. Nel 2025 l’obiettivo promozione era appena sussurrato: la società era nata da poco più di un mese, pretendere tutto e subito sarebbe stato impensabile. Oggi le cose stanno diversamente: «Abbiamo aperto un capitolo che ora mi auguro di chiudere con la promozione in serie B. E poi, magari, inaugurarne uno nuovo». La dichiarazione d’intenti di Pasini arringa la Curva Nord, presente con una folta rappresentanza.

Non ci si nasconde più. A patto che questa convinzione non sfoci in arroganza: «Il ruolo di favoriti non è semplice da gestire: devi essere sempre perfetto, umile ed evitare qualsiasi tipo di spocchia». Il feeling tra presidente è tifoseria è totale: parte il coro «chi non salta è bergamasco» e lui risponde prontamente all’appello.
Fischi per la sindaca

A tramutare l’ovazione in fischi sono i saluti istituzionali: ne piovono parecchi, soprattutto dalla porzione di piazza dov’è assiepata la Curva, per il duo Laura Castelletti-Alessandro Cantoni. «Se sono legati alla questione stadio, preciso che da parte nostra c’è la massima apertura al dialogo con il club», si affretta a dire la sindaca. Che dal palco loda il lavoro svolto in questi mesi dalla società, capace «di coinvolgere la città, rafforzando il legame con il territorio».
L’assessore torna sulla vittoria di domenica con una battuta: «Bisognerebbe segnare un po’ prima per far lavorare meno i cardiologi…». C’è spazio anche per la neonata Fondazione Union Brescia, «una delle pochissime realtà di questo tipo esistenti in Italia», sottolinea il presidente Giovanni Olivini, accompagnato per l’occasione dal consigliere provinciale Paolo Fontana. «A ottobre inaugureremo un nuovo spazio per i nostri tifosi con disabilità», è l’annuncio che arriva dal palco.
Il saluto della squadra
Ma il piatto forte, in una serata colorata da una reinterpretazione in chiave moderna di «Brescia di ferro» ad opera del violinista Andrea Casta e da un coinvolgente discorso sull’appartenenza bresciana di Angelo Roversi, non può che essere il motivo per il quale tutti sono riuniti in piazza: il saluto della squadra.

L’ordine di salita sul palco prevede per primo lo staff tecnico, guidato ovviamente da Corini: «Ci attende un campionato pieno di insidie, ma siamo consapevoli delle risorse che abbiamo, della forza che ci trasmette la città – dice l’allenatore, rivolgendosi ai tifosi –. Devo ammetterlo, ho il fiato corto perché vedervi qui è un’emozione. Siamo la leonessa d’Italia, abbiamo la Madonnina dai riccioli d’oro che ci protegge, e insieme siamo più forti».

Poi tocca alla squadra: i più acclamati sono Gori, Mercati e Crespi. A prendere la parola è il capitano, Balestrero: «Quest’anno sentiamo una responsabilità importante: la squadra è concentrata e pronta a combattere. Essere partiti forte è importante, ti dà un impulso in più. Negli ultimi mesi si è creato un legame forte con la nostra gente, che ora vogliamo portare avanti». Applausi e sipario. Per il Brescia, ancor più ambizioso di un anno fa, è già tempo di pensare al campo: domani c’è la sfida di Coppa Italia Serie C con la Giana Erminio. Appuntamento alle 18 al Rigamonti.




