Quando Pasini intervenne a «Parole di calcio», un mese e mezzo fa, chiese aiuto a tifosi e piazza. Stavolta è il direttore sportivo del Brescia Andrea Ferretti, con modalità leggermente diverse, a lanciare lo stesso appello: «Abbiamo bisogno di respirare entusiasmo: in stagione non è mai mancato, ma ora viviamo una fase molto importante e ci serve più che mai l’affetto della nostra gente. Il Rigamonti, in questi play off, dovrà essere un fortino».
Il diesse non si avventura in voti alla stagione regolare (a Monza Pasini aveva dato un sette ai suoi): «C’è un finale ancora tutto da scrivere». Nelle sue parole c’è comunque qualche traccia di bilancio provvisorio: «Il secondo posto, per noi, è motivo di soddisfazione. Vanno tenute conto tutte le difficoltà di questo percorso: quando siamo partiti in estate le nostre avversarie stavano già allestendo le rose, mentre noi eravamo impegnati in riunioni con avvocati e Amministrazione. Abbiamo dovuto superare diversi ostacoli, passando da una realtà di 10mila abitanti a una provincia da oltre un milione di persone. Ma così siamo diventati resilienti, e dobbiamo continuare a esserlo».
Gli infortuni
Inevitabile che il discorso cada sul grande tema di questa stagione, quello degli infortuni. Ferretti parla di «situazione anomala», riferendosi in particolare a chi ha subito infortuni alle ginocchia (oggi è stato operato anche De Francesco): «I giocatori che hanno avuto questo tipo di problemi, a parte forse un caso, non avevano dei pregressi».
Il club, assicura Ferretti, ha passato al setaccio tutte le possibili cause di quest’epidemia di guai fisici: «All’interno abbiamo fatto tante analisi, e a fine stagione tireremo le somme. Quello dell’area medica è un tema che è stato approfondito, non ci faremo trovare impreparati». È anche a causa di questa perenne emergenza, secondo il direttore, che «Corini e il suo staff non hanno potuto sviluppare bene la loro idea di gioco. Per ben undici gare, tra lui e Diana, abbiamo dovuto giocare con un solo centravanti».
Attaccanti e pausa
A proposito di attaccanti, Ferretti riconosce che quello dei tanti gol sprecati è un aspetto sul quale si deve migliorare: «Ma su questo fronte hanno inciso le tante assenze. A gennaio è arrivato Crespi, che ha fatto sette gol in quattordici partite: l’attaccante l’abbiamo trovato. Ho però grande fiducia anche in Spagnoli, Vido e Maistrello, che sono certo sapranno riscattarsi».
Il Brescia ha davanti a sé tre settimane di pausa prima dei play off: «Per noi saranno oro colato», dice il diesse. Attenzione però alle insidie di uno stop così lungo: «Sappiamo che statisticamente le seconde faticano ad arrivare in fondo proprio per questo aspetto mentale, ma sono sicuro che sapremo lavorare bene per tenere alta la tensione».

Ferretti parla di ambiente compatto, a partire dal presidente Pasini, «nel quale tutti noi riconosciamo una guida». Poi glissa sull’argomento direttore generale («sono scelte che spettano alla società e che noi dipendenti dobbiamo rispettare». L’ultima battuta, da ascolano, ha un sapore agrodolce: «L’ipotesi di una finale con l’Ascoli? Speravo vincessero il campionato, ma ora mi concentro sul Brescia: pensiamo ad arrivare fino in fondo».




