Eugenio Corini per spiegare quale stagione aspetta l’Union Brescia si presenta con numeri e percentuali. Non dei biancazzurri, ma del Vicenza che ha conquistato lo scorso campionato. «Su 38 match – dice l’allenatore – 17 li hanno vinti con un gol di scarto, 5 con due. Significa il 63% e il 19%, per un totale dell’82%. Ciò sta a significare che anche loro, pur avendo dominato, la promozione se la sono dovuta sudare. E così dovrà essere anche per noi, nonostante tutti fuori ci diano per favoriti».
La sfida
Tra giocatore e allenatore Corini è intorno alla quarantina di stagioni da protagonista. Venerdì sera con il Carpi inizia quella che deve vedere l’Union Brescia come mattatore del girone A di serie C. «Torno a ripeterlo: la squadra è forte e l’obiettivo nostro è molto chiaro, ma ai ragazzi sto predicando il rispetto per l’avversario e l’attenzione nelle cose che si fanno. Abbiamo la responsabilità di dover vincere il campionato, ma sappiamo che troveremo squadre agguerrite e non ci sarà un’autostrada vuota davanti a noi».
Quindi attenzione al Carpi, «avversario tosto, che sa giocare palla, che sa venire a prenderti alto: la nostra capacità non solo venerdì ma per tutta la stagione dovrà essere quella di saper leggere le partite e trovare sempre la miglior soluzione».
I singoli
Fuori De Maria e Balestrero per squalifica, Boci per infortunio, Corini affronta la questione portieri. «Ho parlato con tutti, anche con Gori che starà fuori ancora un po’. Domani o al più tardi venerdì mattina comunicherò loro quale sarà la mia decisione. Zacchi e Liverani mi danno sicurezza e la scelta potrà anche essere rivista. Non sono quello dei ballottaggi in porta a tutti i costi, ma il calcio e i tempi cambiano».
In attacco la scelta c’è e il discorso cade su Pellegrini. «Un giocatore che mi piace, sa fare tutti e tre i ruoli davanti e attacca bene la profondità. Io lo voglio tenere ma il mercato è fatto anche di aspetti personali. Siamo tanti davanti, ognuno farà le proprie valutazioni; da parte mia difenderò il patrimonio tecnico se la società mi chiederà un parere, sapendo che davanti a tutto viene il Brescia».
Capitolo Sorensen e lato mancino scoperto. «Sorensen l’ho visto bene, sia durante il ritiro sia nell’amichevole col Milan Futuro. Per me è un centrale nei tre, ma può giocare anche come braccetto e lì può giostrare senza problemi. Lo considero un titolare a prescindere che giochi o meno per il professionista che è. A sinistra ho una soluzione che mi stuzzica, ma magari a match in corso».
Le emozioni
Ma c’è emozione in Corini dopo tanti anni? «Brescia mi ha lanciato, mi ha permesso di andare alla Juventus. Poi sono tornato e ho capito cosa significa da calciatore retrocedere in B. Quindi da allenatore ho avuto il privilegio di portarlo in A e adesso la società mi ha concesso questa grande occasione; sento di avere una grande responsabilità sulle spalle, ma anche la maturità giusta per cercare di portare il gruppo a vincere il campionato. L’anno scorso ci siamo andati vicini, ci siamo allenati e mi sono allenato in una categoria che sono tornato a conoscere. Questa è la stagione in cui trasformare l’eccezionalità in normalità».
Infine per illustrare come stia spiegando al gruppo cosa vuole il tecnico cita un esempio fatto in allenamento. «Ho parlato della serie su Netflix in cui Mourinho prende in mano il Chelsea e vince la Premier. Terry spiega come sia stato allenante per lui affrontare ogni giorno Drogba, tanto che poi gli veniva facile fermare gli avversari in partita. Ecco, per i miei deve essere così: competizione interna al massimo, grande intensità e voglia di dare sempre tutto».




