Rossi: «Union Brescia super favorita ma serve partire bene già venerdì»

L’ex giocatore delle rondinelle conosce bene la serie C avendola disputata ad alti livelli: «Ci vogliono denti affilati perché chi ti trovi davanti sa di affrontare la big del girone»
Gianluca Magro

Gianluca Magro

Caposervizio

Fausto Rossi in azione nel 2012 con la maglia del Brescia - Foto Newreporter © www.giornaledibrescia.it
Fausto Rossi in azione nel 2012 con la maglia del Brescia - Foto Newreporter © www.giornaledibrescia.it

Il Fossano come l’Union Brescia, ovvero la squadra da battere. Certo, si parla di Eccellenza e non di serie C, ma se le stelle dei piemontesi sono Fausto Rossi e Sebastian Giovinco e il presidente è il «signor Balocco», allora le ambizioni sono le stesse, a prescindere dalla categoria. Rossi, un passato con la maglia delle rondinelle, conosce bene la serie C avendola «vissuta» ad alto livello con Reggiana e Vicenza: sa quali sono le insidie e quali le carte da giocare se si vuole vincere.

Rossi, ha ragione chi indica l’Union Brescia come la favorita del girone A?

«Onestamente sì. Per blasone, per rosa a disposizione di Corini, al momento è la squadra più attrezzata per poter vincere il campionato. Non va dimenticato però che la serie C è un campionato particolare. Se non parti bene, se non hai i denti ben affilati sin dall’inizio e perdi qualche punticino, poi diventa tutto difficile. Quindi già venerdì col Carpi sono d’obbligo i tre punti».

La spinta della Curva Nord sarà come sempre determinante - Foto Newreporter Nicoli © www.giornaledibrescia.it
La spinta della Curva Nord sarà come sempre determinante - Foto Newreporter Nicoli © www.giornaledibrescia.it

Anche perché in pochi giocano a viso aperto, la maggior parte si chiude.

«Oltre al fatto che spesso ci sono campo non bellissimi, dove la tecnica passa quasi in secondo piano. Il fatto è che devi sempre avere la mentalità vincente: onore ed oneri di vestire la maglia del Brescia. E sei chiamato a dare tutto perché l’unico obiettivo è vincere, mentre chi hai contro vuole fare bella figura proprio perché affronta il più forte della categoria».

Avversarie più temibili?

«C’è un terzetto dietro il Brescia: Cittadella, Trento e Juventus Next Gen, che stagione dopo stagione sta crescendo. Ma la difficoltà è un’altra».

Ovvero?

«Il fatto di dover andare a prendere punti contro avversari consapevoli che tu puoi e devi solo vincere. Magari questo si vive di meno nei gironi B e C dove non c’è solo una favorita, ma ciò non fa dell’A un raggruppamento debole».

Union Brescia che con gli arrivi di Casasola e Rizzo Pinna ha cercato esperienza e «conoscenza» della categoria.

«Due super innesti. Significa tantissimo avere giocatori "mentalizzati" sulla C, che vanno tra l’altro ad aggiungersi a pedine come Balestrero, Gori, Mercati, Crespi, Marras. Insomma, difficile trovare da altre parti una squadra così».

Quale può essere l’errore da evitare?

«Perdere la concentrazione. Non puoi permettertelo nemmeno se sei il Brescia. Tu devi sapere che in un modo o nell’altro la partita va portata a casa. E devi avere la cattiveria per fare gol il prima possibile, aprire il match e portarlo sui tuoi binari».

Union Brescia che dovrà fare qualcosa di più nei derby.

«Intanto dico che avere quattro squadre in C fanno del calcio bresciano una vera eccellenza. A Lumezzane Caracciolo e Pesce stanno facendo un lavoro incredibile, l’Ospitaletto ha ottenuto una grande salvezza la passata stagione, il Desenzano arriva con grandi ambizioni. Una cosa però è certa: il Brescia se vuole salire non può mettere ancora lo zero in casella. Ci sono 18 punti in palio, una fetta di promozione».

Spezia e Ravenna si sono lamentate del fatto che il girone A sia molto più debole del B, tanto è vero che avevano espressamente chiesto di «traslocare». Invece...

«Invece, giustamente, sono stati rispettati i criteri geografici degli anni scorsi. D’altronde non è colpa dell’Union Brescia se sono retrocesse dalla B formazioni del centro-sud che quindi dovevano finire inevitabilmente nei gironi di loro competenza. Ovvio che ci sarà un livellamento verso l’alto».

E tutti, Brescia compreso, vorranno evitare i play off.

«Li ho giocati, so cosa vuol dire affrontarli, io li chiamo il "piccolo Mondiale". Più che la forza della rosa a quel punto, dopo una stagione estenuante, contano quasi di più freschezza fisica e testa».

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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