Com’è come non è, venerdì si spalanca per davvero la finestra sulla stagione. Dunque, com’è come non è la situazione quando mancano 5 giorni da lunedì all’apertura ufficiale della caccia alla gloria? Si ripartirà respirando aria di casa in un clima ancora vacanziero, in cui i pensieri sono ancora distratti da libri, musica, cruciverba, cenette con gli amici. Un’agenda di non impegni che in casa Union Brescia è già stata data alle fiamme: conta solo in calendario. Conterà solo partire con il piede giusto a partire dalla sfida che inaugurerà il girone A.
La squadra di Corini è attesa a un dominio che si desidera e immagina pressoché assoluto, almeno strada facendo. Ma tra il dire e il fare ci sono ancora nodi da sciogliere e tasselli da collocare e ricollocare. Punto per punto, come sta l’Union Brescia?
La condizione generale
I biancazzurri hanno trascorso un’estate «sulle loro». Nel senso che le uscite sono state molto centellinate un po’ per una precisa scelta, un po’ per cause di forza maggiore. Eugenio Corini ha preferito puntare su un lavoro «tra le mura» per cercare di recuperare al meglio chi arrivava dalla scorsa stagione con appresso problematiche fisiche e anche per prevenire il più possibile ulteriori guai. Sicché i primi due test «svelatori» sono stati morbidi (una selezione di dilettanti prima, la Pro Palazzolo di serie D che si era da pochi giorni radunata poi) costasse quel che costasse nel debutto in Coppa Italia con l’Arezzo. Dove i biancazzurri non hanno sfigurato, ma nemmeno hanno strappato l’urlo. Dopo l’eliminazione erano stati allestiti due impegni per rodarsi: l’allenamento congiunto col Milan Futuro è stato invisibile agli occhi esterni e l’amichevole col Piacenza è stata annullata (dagli emiliani). Poco quindi il materiale a disposizione per potersi esporre con giudizi, posto che a prescindere con i giudizi in questo periodo è sempre opportuno andarci piano o non...andarci affatto perché ancora troppi sono i fattori condizionanti. A partire dalla condizione fisica. Per ora, possiamo al massimo dire che abbiamo visto il solito e solido Brescia che stando nei suoi binari organizzativi, sa sempre come non sbracare e non uscire mai dai suoi canali. Non è poco.
Gli imprevisti
Si è detto della precisa scelta di centellinare gli impegni per puntare a recuperi puntuali ed evitare guai. E invece… E invece sul pronti via è uscito dai giochi uno dei pezzi forti della squadra come Stefano Gori che non rivedremo prima dell’autunno inoltrato e per uno scontro in allenamento pagato con una contusione al ginocchio, uno dei pochi e mirati acquisti come Tiago Casasola ha perso un mese di lavoro: i primi minuti nelle gambe li ha messi mercoledì scorso con il Milan Futuro. E Casasola è uno di quelli che il Brescia lo deve far decollare.
Poi ci sono stati problemi fisiologici durante un periodo di preparazione come lo stop muscolare per Mercati (purtroppo un altro pezzo da novanta e c’è o non c’è lui la squadra cambia volto) e quello che ha fatto capitolare in ultimo Boci e ancora prima Guglielmotti che fa i conti con gli strascichi del lungo infortunio al ginocchio. Inoltre non si è ancora potuto vedere Balestrero e pure Di Molfetta non è ancora rientrato nei ranghi. Che dire poi della frenata in corsa alla quale era stato costretto Crespi per il quale si sono temute problematiche cardiache: tutto per fortuna si è risolto, ma resta che la preparazione del centravanti ha subito un rallentamento.
Mercato
I giochi sono fatti. Anzi no. In attesa di capire quanto Casasola di cui sopra potrà far alzare il livello, ci si è goduti Rizzo Pinna che ha già fatto pregustare qualcosa. Si è dovuti poi correre ai ripari per la porta: è arrivato dal Sassuolo Giosué Zacchi. Quello con Liverani sarà il primo ballottaggio da sciogliere, ma è improbabile - sia per caratteristiche tecniche che per possibile prospettiva della scelta ricaduta su di lui - che non toccherà al prodotto del Sassuolo non far rimpiangere Gori. Zacchi però deve ancora completare l’inserimento: occorre una maggior conoscenza con i compagni della retroguardia che a loro volta cercano nuovi automatismi con la prima bella scoperta estiva: il 19enne Samuele Sina.
Tutto a posto? Sì, ma no. Perché il Brescia è impegnato a sfoltire. Sfoltire è necessario anche per capire che tipo di aggiunte fare e che direzione tattica definitiva prendere. Davanti oltre a Crespi ci sono Pellegrini, Spagnoli e Vido. Sulla carta tanta roba, nella realtà anche un po’ di timori dati i pregressi a esempio di Vido e Spagnoli. Pellegrini piace a Corini, ma ha mercato e potrebbe anche partire. Lo stesso vale per gli altri due. Per farla breve: all’1 settembre l’attacco del Brescia potrebbe avere ben altra faccia. E attenzione alla retroguardia: non è un punto fermo Pasini e addirittura Silvestri, a scadenza e non si parla di rinnovo, non è intoccabile.
Un quadro che fa capire come i rumors potrebbero avere un ruolo in un inizio di stagione in teoria pianeggiante, ma più falso piano che può trasformarsi in salita vera se non ci si saprà schermare a dovere.
Da risolvere
Al di là dei «massimi sistemi», Corini deve pensare anche allo cose spicciole come a esempio risolvere il buco che venerdì ci sarà a sinistra causa squalifica di De Maria e forfait di Boci. Porobabilmente toccherà a Rizzo, ma questo significherà dover toccare l’assetto di difesa. E anche a destra, non è rose e fiori: come detto Casasola ci sarà ma non al 100% mentre Guglielmotti è ancora out.
Per partire badando al sodo, i tre punti, c’è materia sufficiente. Per osservare il volto definitivo del Brescia invece occorrerà verosimilmente pazientare.




