Quota dodicimila è già scollinata, e il ritmo serrato di queste ore fa pensare che il sold out (sedicimila) sia poco più che una formalità. Brescia-Salernitana (domani alle 20) vale la semifinale play off: «Ci crede la nostra gente, e ci crediamo anche noi». Eugenio Corini ribadisce l’appello ai suoi tifosi: «Per novanta o centoventi minuti dovranno spingere al massimo questi ragazzi, che meritano questo supporto. Quando siamo uniti siamo più forti».
Il punto
Serve vincere con un gol di scarto, dopo l’1-1 dell’andata: «È vero che non avremmo meritato di perdere, ma fino al 91’ lo stavamo facendo, e questo è un fatto. Dall’altra parte c’è una squadra che non molla, e che potrebbe pure prendere qualche contromisura. Sarà tutta un’altra storia. In gare di questo tipo può davvero succedere di tutto».

E quindi è fondamentale curare ogni dettaglio. Come gli eventuali rigoristi, qualora la parità dovesse protrarsi oltre i supplementari: «Quello è un momento molto intimo, anche per chi è abituato a calciarli. L’emotività può prendere il sopravvento, per questo ci siamo dati una linea. Non arriveremo impreparati. Abbiamo anche simulato una sorta di finale in allenamento, facendo tirare un rigore a ciascun giocatore».
La formazione
Quanto alle scelte di formazione, Corini premette che il suo dovrà essere «un ragionamento molto più globale rispetto all’andata, proprio perché la partita potrebbe durare più di centoventi minuti. Dovrò tenere conto di molti aspetti, compreso qualche acciacco». Marras resta in dubbio per una maglia dall’inizio, Rizzo ha rimediato una forte contusione al piede proprio domenica.
«Sono dispiaciuto per Alberto – ammette –, perché si è fermato proprio in un momento in cui si stava esprimendo al meglio. Ma io e il mio staff nutriamo buone speranze di recuperare alcuni elementi, compresi Rizzo e Marras, oltre magari a qualcuno che era fuori». L’identikit sembra portare a De Francesco. Il Brescia si gioca tutto in una notte. Per continuare a sognare.




