Capolavoro Crespi, il Brescia torna da Salerno con un pari che fa sperare

La punta risponde in rovesciata a De Boer in una partita che ha visto i biancazzurri più in palla: mercoledì al Rigamonti il ritorno della semifinale play off
Erica Bariselli

Erica Bariselli

Giornalista

Crespi dopo il gol contro la Salernitana - Foto New Reporter © www.giornaledibrescia.it
Crespi dopo il gol contro la Salernitana - Foto New Reporter © www.giornaledibrescia.it

Cose da pazzi, cose da Brescia, capolavoro di Crespi. In una rovesciata da campionissimo. Della serie: ho visto cose... Per un pareggio al 91’ che è un risultato immeritato per i biancazzurri. Immeritato perché se una squadra avrebbe dovuto vincere, questa era proprio quella di Corini. E invece, dal paradiso di 65-70’ tra lo stradominio e il dominio, ci si erano messi i dettagli. Quelli che poi in serate così, in partite così, diventano sostanza capace di piantartisi sullo stomaco e di non schiodarsi più da lì.

Il gol preso

Che brutta cosa l’1-0 rimediato all’8’ della ripresa sugli sviluppi di un fallo laterale (...). Quando De Boer ha seccato Gori (fin lì inoperoso) con un destro a giro dopo esser stato lasciato solo da Armati e senza che Mercati, meno colpevole, a fare qualcosa. Fin lì unico tiro nello specchio di tutta la partita di una Salernitana messa in difficoltà in lungo, in largo e soprattutto in mezzo – oltre che sulla sua destra – dal Brescia per un tempo abbondante che è stato il migliore di tutta la stagione. Ma che, fino al 91’, quando quel mistero buffo che è il calcio, proprio quando la squadra di Corini pareva non averne più, ha ristabilito una parità sacrosanta (la finale sarà tutta da costruire mercoledì alle 20 al Rigamonti: passa chi vince con qualsiasi risultato, altrimenti saranno supplementari ed eventualmente rigori), ha pagato la dura legge del gol: quella di quando fai un gran bel gioco però... Però segni due reti viziate da un fallo di mano (dopo 5’ con Crespi e nella ripresa con Mercati per quello che sarebbe stato l’1-1), scheggi un legno sempre con Crespi sullo 0-0 e sbagli un’occasione quintalesca (indovinate con chi? Ancora Crespi) sotto 1-0. Senza contare tanti altri presupposti creati. Mea culpa, mea maxima culpa.

Però grandi onori e grandi lodi per una squadra che si sarebbe potuta squagliare sotto i colpi della frustrazione e che invece ha sempre mantenuta lucidità riuscendo a starci sempre e comunque dentro. Trovando appunto il prezioso pari quando il piano gara sembrava ormai diventato quello di stare in protezione, quello di evitare che il risultato potesse peggiorare contro una Salernitana molto lineare, che ha giocato puntando a ripartire e colpire e che dopo il vantaggio aveva preso fiducia e trovato un poco di linfa dai cambi.

Scelte

La serata era iniziata sulla falsariga di come era trascorsa la corta eppur lunga vigilia della gara di ieri: Marras sì, Marras no? Marras nì: a disposizione, ma giustamente non rischiato. Dentro Zennaro allora in un 3-4-2-1 confermato eppur riveduto e corretto con dentro, tutto insieme i quattro centrocampisti migliori che orini mai aveva avuto a disposizione: Mercati, Mallamo, Lamesta e Zennaro.

Poi ci torneremo perché i moschettieri della mediana sono stati la chiave tattica, il piano B rispetto all’imprevedibilità di Marras. Riassumendo: quattro centrocampisti (più un quinto, Balestrero, prestato alla difesa) distribuiti tra mediana e trequarti, un esterno difensivo come Armati e una sola punta di ruolo, Crespi. Insomma, sembra di vedere il preview della partita attesa dal Brescia: prettamente difensiva. Macché: ne è uscita una squadra iper aggressiva, sempre in pressione, sempre in superiorità, trainata dalla catena di sinistra Rizzo-De Maria, capace di vincere i duelli, di prendersi possesso e palleggio senza dare punti di riferimento. Giocate, a tratti, a memoria. Per un primo tempo sontuoso.

Emotivamente

E che effetto hanno fatto i 26.000 dell’Arechi? La sensazione è che a pagare dazio, emotivamente, sia stata la Salernitana che solo in finale di frazione (brividone corso dopo un contrasto perso da Silvestri con Cabianca sulla cui palla Lescano non è arrivato per un pelo) è uscita un po’ dal suo guscio.

Nella ripresa Cosmi dalla tribuna ordina l’ingresso di Hachick per Lescano. Il Brescia approccia ancora bene salvo poi combinare la frittata che lo porta incredibilmente sotto. Corini inzia a mettere mano alla disposizione in campo intorno al 20’: fuori Armati e Lamesta, dentro Cisco e Fogliata che entrano in modo non indimenticabile. Poi, la mossa che fa discutere, ma che poi si rivelerà decisiva: fuori Zennaro, dentro il ripescato Valente oltre a Moretti che rileva l’infortunato e fin lì migliore in campo Rizzo. Per i biancazzurri, stanchi, sembra finita lì. Prima della pazzia di Crespi, tra due, su cross proprio del generoso Valente. Che gol, con l’attaccante che si fa tutto il campo per festeggiare coi 700 tifosi biancazzurri. E che Brescia: Vogliamo farlo un sold out? Corini e i suoi se lo sono meritati. Arrivederci a mercoledì: c’è un’impresa da costruire.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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