A qualcuno sono venuti in mente Van Basten e Ronaldo, ad altri Parola diventato icona grazie alle figurine Panini, ad altri ancora Flachi (e spiegheremo poi perché).
Sta di fatto che intorno alle 23 di domenica, quando Valerio Crespi ha deciso di regalare il pareggio all’Union Brescia a Salerno con una rovesciata da urlo (in redazione l’avremo rivista venti volte), a moltissimi tifosi biancazzurri è venuto in mente un solo attaccante: Tullio Gritti.
Che ricordi...
Perché forse il numero 99 non lo sa, ma con quel gesto ha deciso di raccogliere il testimone da colui che il 15 marzo 1987 ha scritto una pagina di storia del Brescia, segnando un gol iconico al Milan berlusconiano che valse l’1-0 finale. Ok, quella di «Tullio gol» (che mentre Crespi festeggiava sotto la curva del Brescia, era sotto quella dei tifosi della Roma per aver centrato la Champions League, fedele scudiero di Gasperini) rimanda forse più a una girata che a una rovesciata vera e propria come quella di Valerio, ma il paragone è venuto subito alla mentre. «Più bella una o l’altra?», la domanda ricorrente. Difficile rispondere, dipende anche dall’età del tifoso a cui viene rivolta.
Una e l’altra

Quella di Gritti nell’immaginario biancazzurro resta qualcosa di unico: per la difficoltà, perchè la palla finì all’incrocio, perché significava che Davide può davvero battere Golia.
La rovesciata di Crespi è invece il classico gesto che ti lascia a bocca aperta, anche perché quella «bicicletta» la devi pensare al 91’, al termine di un match infinito in una serata di caldo estivo. E con il difensore che cerca di contrastare la giocata. Un gol pazzesco dal peso specifico notevole, perché un conto è aprire le porte del Rigamonti a Cosmi con una sconfitta, un altro conto è farlo col pareggio.
Sliding doors

Ma all’inizio abbiamo citato Francesco Flachi, non a caso. Nel senso che ci sono anche rovesciate che cambiano una stagione, che segnano la svolta.
Macchina del tempo per arrivare al 19 dicembre 2009, Brescia-Modena. Le rondinelle hanno bisogno di battere i canarini, ma faticano, da matti. Fino a quando Flachi con una rovesciata risolve il match. E da lì parte la cavalcata del gruppo di Iachini verso la serie A. Quella resta l’ultima perla del fantasista, squalificato poi per uso di cocaina. Eppure è una delle immagini simbolo della promozione. Chissà che 17 anni dopo (numero ormai sdoganato) non ci sia una nuova rovesciata a fare la storia.



