Gorgonzola dolcissimo, gorgonzola amarissimo. Il gorgonzola ha un aroma: no il gorgonzola puzza. Le valutazioni, a seconda dei personalissimi gusti, sul celebre formaggio possono rappresentare un’efficace metafora – piuttosto telefonata, ci mancherebbe – rispetto a quel che la partita contro la Giana Erminio può rappresentare per l’Union Brescia (che viaggia anche per allungare sull’Ospitaletto ieri sconfitto). Si gioca, ovviamente, a Gorgonzola in un contesto un po’ così che può essere tutto o niente, dolcissimo o amarissimo, può profumare o puzzare. Sulla carta c’è tutto per pensare di gustarsela, ma proprio per questo c’è tutto anche per odorare puzza. Puzza di trappola.
L’appuntamento
Ed è forse su questo che va tenuto sul pezzo l’olfatto dei biancazzurri: meglio avvertire un senso di pericolo che presentarsi alle 20.30 di questo lunedì sera solo pronti per l’assaggio. C’è da tenere il passo, c’è da dimostrare che il ritorno alla vittoria contro la Pro Vercelli a scollinare un periodo di fastidi, è stato il seme da tenere ben innaffiato di nuove consapevolezze, sia mentali che tattiche.
Per fare della gara di stasera un warm up in vista del big match col Cittadella – stavolta si gioca in contemporanea –, occorre giocarsela bene bene contro la squadra di Mario Tacchinardi, subentrato a Gambirasio dopo un disastroso 0/4 in avvio. Di certo il tecnico ex Breno e Desenzano ha restituito dignità a una Giana che sta cercando di ricostruire pezzettino per pezzettino.

Caratteristiche dell’avversaria
Il lavoro del subentrato, in un complesso di valori molto modesti, verte soprattutto sull’organizzazione tattica, sulle compattezze, sull’agire da squadra dato che singoli ai quali affidarsi non ce ne sono. Una missione che ha iniziato a pagare i primi frutti, sotto forma di 5 pareggi, l’ultimo in doppia rimonta nella sfida tra ultimi contro il Renate.
Tacchinardi, sta insegnando ai suoi anche a non mollare. In un percorso che però adesso deve portare alla prima vittoria stagionale. Si può immaginare che sulla scia delle nuove certezze acquisite anche attraverso una svolta tattica, questa sera la Giana provi anche a imbastire una partita più aggressiva del consueto. Pur tenendo presenti limiti strutturali e fragilità difensive certificate da una rete che è già stata bucata 12 volte: solo in una circostanza (col Treviso) la squadra della Martesana ha saputo mantenere la rete inviolata.
Le chiavi della gara
Possiamo stare qui a raccontarla e raccontarcela come vogliamo la Giana. Che però resta, a ogni modo e né più né meno, una squadra alla portata – o addirittura particolarmente alla portata di Eugenio Corini. Siamo alle solite: decide il Brescia. Attraverso attitudine e interpretazione, capacità di resistere ad ambienti così freddi che per freddezza distraggono.

Per fortuna, in accompagnamento ci saranno circa 700 tifosi. Una luce. Si riparte dalle due punte, si riparte da una ritrovata stabilità difensiva, si riparte da un’intensità che deve essere sempre più continua, si riparte da fasce calde (che questa sera potranno e dovranno rappresentare una chiave in maniera particolare date le caratteristiche degli avversari), da dettagli da migliorare anche tra singoli (volendo, oggi è è anche un prova di maturità per il diffidato Mercati).
Si riparte da sorrisi ritrovati e da una routine piacevolmente modificata dal trasloco pur temporaneo al San Filippo. Si riparte sempre dalle basi per crescere in altezza.




