C’è voluto un po’, ma quello che ha in mano oggi Corini somiglia parecchio al prototipo di esterno destro che aveva in mente in estate. Un quinto di gamba, potente, fisicamente strutturato, bravo a difendere e presente in fase offensiva. Lo scorso anno quella zona di campo fu una piccola maledizione: il titolare doveva essere Guglielmotti, che però si fece male quasi subito, e ancora oggi si porta dietro qualche residuo di quel brutto infortunio al ginocchio. Cisco non piaceva a Eugenio, al punto che a gennaio Marras arrivò per tamponare quella falla. Esperimento fallito: le qualità dell’ex Reggiana sono insindacabili, ma in quella posizione così periferica tendeva a inabissarsi e sparire completamente dal gioco.
Il prescelto
Fu quel groviglio di caratteristiche non funzionali e infelici adattamenti a suggerire un altro approccio sul mercato. E così si arrivò a Casasola, primo nome sulla lista di Corini e Ferretti, strappato a zero al Catania. Com’è andata fin qui è noto a tutti: l’argentino inizialmente ha arrancato per via di quell’infortunio rimediato in ritiro che ha mostrato i suoi effetti ben oltre il precampionato. Per uno con quel motore saltare quasi per intero la preparazione non è un’inezia. Le ultime partite sono state confortanti: ha segnato contro Dolomiti Bellunesi e Lecco, anche se paradossalmente quella in cui ha convinto di più è stata l’ultima, contro la Pro Vercelli.

Il momento
Tutti gli indicatori sono in crescita: tenuta atletica, partecipazione al gioco, convinzione e pulizia delle giocate. Nelle ultime due stagioni ha ammonticchiato sei gol, equamente distribuiti (tre e tre). Un bottino discreto per un esterno che ha anche propensioni difensive. A Brescia, essendo già a due, può tranquillamente superare i numeri del suo biennio in Sicilia. Le nove reti a Perugia nel 2022/2023 sono forse irripetibili, ma fissare quel traguardo può aiutarlo a spingersi in là quanto più possibile.
La statistica

Per dare un’idea di quanto pesino i due quinti nell’economia del gioco del Brescia è sufficiente questo dato: sommando gol e assist, gli esterni titolari (Casasola e De Maria) producono quanto il nove e il suo vice (Crespi e Spagnoli). Sei per ciascuno di questi due gruppetti. A proposito di De Maria: venerdì è tornato in campo dopo l’infortunio, e per Corini è un recupero fondamentale. Va detto che a sinistra il Brescia è molto più coperto che sul fronte opposto: in due partite Boci non ha fatto rimpiangere Vincent.

In una squadra che punta a vincere, poter contare su «dodicesimi» che garantiscano una tale costanza di rendimento fa tutta la differenza del mondo. Ora però De Maria è rientrato e punta a una maglia da titolare contro la «sua» Giana, la squadra che l’ha consacrato proprio prima del salto in biancazzurro. Per la prima volta in questa stagione, l’Union può presentarsi in campo con due ali (sulla carta) in perfetto assetto aerodinamico. Pronta a spiccare il volo.




