Corini: «È il momento del dolore, ma il percorso è stato importante»

Il tecnico del Brescia dopo la sconfitta con l’Ascoli: «Rimpianti per l’andata, meritavamo di segnare un gol in più di loro»
Luca Chiarini

Luca Chiarini

Giornalista

Corini a fine gara - Foto New Reporter Nicoli © www.giornaledibrescia.it
Corini a fine gara - Foto New Reporter Nicoli © www.giornaledibrescia.it

Eugenio Corini, come tutti, è un frullatore d’emozioni che fatica a sintetizzare a parole. Cosa resta, dopo una stagione vissuta quasi sempre in apnea, a rincorrere e rattoppare? In primo luogo, per il tecnico, l’orgoglio per «il sostegno dei tifosi, l’unità che si è ricreata dopo che il Brescia aveva rischiato di sparire per sempre».

L’ultima cartolina, questo sì, lascia sul palato un’amarezza che ci vorrà del tempo a lavare via: «In questa finale abbiamo affrontato la squadra che ha espresso il miglior calcio in serie C. Abbiamo tenuto botta, soprattutto all’andata. C’è rammarico per quell’interruzione, perché i novanta minuti al Rigamonti avevano raccontato, leggendo i dati, che avremmo meritato di fare un gol in più di loro».

L’analisi

Questa volta, invece, non c’è stata storia: «A differenza di qualche giorno fa non siamo riusciti a reagire immediatamente al loro vantaggio, che pure qui è arrivato in avvio di gara. Ma alla lunga stavamo uscendo, abbiamo avuto anche una grande occasione con Mallamo. Avevamo approcciato bene pure la ripresa, a mio avviso. E dopo il raddoppio siamo rimasti in campo con orgoglio».

La delusione di Mallamo - Foto New Reporter © www.giornaledibrescia.it
La delusione di Mallamo - Foto New Reporter © www.giornaledibrescia.it

Morale? «C’è rammarico, certo, ma pure tanta consapevolezza di aver fatto un percorso importante». Si ripartirà per vincere, un’ovvietà. «Soprattutto se ti chiami Brescia e giochi in serie C», sottolinea Corini. Questo concetto l’ha ripetuto più volte Pasini, il primo a metterci la faccia in sala stampa: «Che l’obiettivo sia quello è chiaro sin dal nostro primo incontro. Ora è il momento del dolore, perché quando scivoli all’ultimo passo ci resti male, inevitabilmente. Ma sappiamo di aver intrapreso un percorso importante».

Le scelte

Corini pianta qualche bandierina qua e là: «Arrivare secondi non era scontato. Non ho compreso alcune critiche, ma chi ricopre il mio ruolo le deve accettare. Abbiamo superato insieme tante difficoltà, con lavoro e dedizione».

Il tecnico, che in questi play off ha il grande merito di trovare la chiave tattica giusta per far girare la sua squadra, non sconfessa le proprie letture nemmeno dopo questa sconfitta: «Riproporrei tutte le mie scelte di formazione. Ho dovuto gestire diverse situazioni al limite, come quelle di Rizzo e Marras. E se a gara in corso avessi sovraccaricato la squadra di punte ci saremmo esposti eccessivamente alle loro ripartenze, nelle quali sanno essere micidiali».

Si ripartirà, con Eugenio ben saldo al comando. E ricordandosi di queste lacrime. Perché tra un anno abbiano il gusto zuccherato della felicità, e non della disperazione.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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