Brescia, missione semifinale compiuta: si vola a Salerno

Il secondo round col Casarano è finito 0-0: ottima prova difensiva. La speranza è che Marras, uscito per infortunio, si sia fermato in tempo
Erica Bariselli

Erica Bariselli

Giornalista

La squadra sotto la Curva dopo il fischio finale - Foto New Reporter Comincini © www.giornaledibrescia.it
La squadra sotto la Curva dopo il fischio finale - Foto New Reporter Comincini © www.giornaledibrescia.it

Un solo fuori programma. E non è la pioggia che ha iniziato a scendere fitta in avvio di secondo tempo. Quello semmai è stato il presagio prima di vedere Manuel Marras, l’arma tattica per eccellenza del Brescia, letteralmente accasciarsi su campo. Ha avvertito un indurimento al polpaccio, ma non ci si dispera nella speranza che si sia fermato in tempo. Il giocatore, zoppicante a fine partita, pensa di sì, di essersi preservato.

All’Arechi

È stata l’unica nota da cuore in gola di una gara che per il resto ha consentito di rispettare un copione già scritto: chiudete lo zainetto: domenica si va Salerno (vittorioso a Ravenna), a vedere l’effetto che fa una semifinale per il salto in serie B davanti a 30.000 diavoli all’Arechi. Se con o senza Marras lo capiremo molto presto. Ma tempo al tempo, senza fasciarci la testa e con negli occhi i cenni più rassicuranti da parte del giocatore.

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L’analisi

Ieri sera intanto il Brescia ha fatto il pieno: ha vinto senza... vincere. Riuscendo quindi nell’unica vera e non derogabile missione che Corini aveva affidato ai suoi: chiudere il primo tempo col Casarano senza subire gol. Per azzerare le già pressoché nulle possibilità dei pugliesi di ribaltare lo 0-3 dell’andata e per avviarsi sul tratto in discesa della partita.

Non indimenticabile, ma «pesante» per il valore che aveva e allo stesso tempo unica perché vuoi non vuoi è stato il primo appuntamento casalingo davvero spartiacque nella tenera storia dell’Union. Un momento perciò magico, condiviso con 10.040 cuori. Un dato molto interessante in vista dell’appuntamento di mercoledì prossimo per la semifinale di ritorno. Profumo di sold out. Ma tempo al tempo. Celebriamo il passaggio al primo sbarramento dei play off attraverso una condotta, nei 180’ ineccepibile.

I contenuti

Se l’andata l’abbiamo già decantata in lungo e in largo, di ieri possiamo dire che la partita in quanto tale, non fosse stato per quanto accaduto a Marras, è esistita nei primi 45’. Nei quali si sono registrate alcune scintille caratteriali di troppo con qualche pericolo giallo scioccamente corso dai biancazzurri. Che si sono fatti attirare in qualche trappolina provocatoria tesa dai pugliesi.

Buon per il Brescia che sul terreno di gioco ci fosse il fischietto intelligente di Sacchi che ha capito il peso dei cartellini e che ne ha distribuiti solo quando davvero si sono resi necessari. Ed è accaduto, a forza di dai e dai, ai danni di Cerbone (l’unico che tra andata e ritorno ha effettivamente creato qualche grattacapo), Giraudo, Negro e Di Dio.

L’occasione

L'occasione fallita da Grandolfo - Foto New Reporter Comincini © www.giornaledibrescia.it
L'occasione fallita da Grandolfo - Foto New Reporter Comincini © www.giornaledibrescia.it

Altra nota, sempre da prima frazione, l’occasionissima avuta da Grandolfo davanti a Gori al 44’: bene che il giocatore del Casarano si sia ritrovato a colpire, male, col piede d’appoggio, dopo essere stato innescato da un cross dalla destra in occasione dell’unica disattenzione patita dal buon Armati.

Ecco, se si fosse preso gol in quella circostanza forse… Ma vale la pena di soffermarsi su ciò che magari sarebbe potuto accadere, ma anche no? Risposta negativa. Meglio concentrarsi sulla prova da squadra pronta e grande che il Brescia, ovviamente sulle sue rispetto all’andata e offensivamente non tirato a lucido (poco di «vero» da segnalare se non un colpo di testa di Crespi su cross di Marras nel primo tempo e una punizione a giro di Lamesta a inizio ripresa) ha sciorinato. È stata una gara difensiva e non c’è nulla di offensivo o sminuente in questa affermazione: anzi.

Le scelte

Un Brescia nel quale Corini ha proposto i suoi in base allo spartito ormai classico del 3-4-2-1, ma con 5 cambi tra tutti i reparti. Spiccano la chance da titolare e da 90’ per il rientrante Moretti (bella risposta) e l’«abbinata» Crespi-Cazzadori (più dietro). Ottima e beneaugurante in mezzo il ritorno dal 1’ di Zennaro che era in vena di cioccolatini. Frizzantino Boci.

Poi, già entro il 14’ di una ripresa in cui il Casarano (più intraprendente che all’andata, ma era ovvio) ha provato a innescare un altro paio di micce, i biancazzurri avevano già esaurito quattro cambi. Col quinto (Fogliata) utilizzato per sostituire l’attenzionato speciale Marras. Se il primo tempo è stato accompagnato da ritmi non eccelsi, ma buoni, i giri complessivi si sono abbassati di netto nel secondo. Ma è stato tutto giusto.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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