Calcio

Il torneo durante i mondiali? Non si farà, per fortuna

L’idea, balzana, della Lega Calcio era quella di organizzare negli Stati Uniti
Una foto dell'ultimo scontro tra Juventus e Inter - Foto Ansa © www.giornaledibrescia.it
Una foto dell'ultimo scontro tra Juventus e Inter - Foto Ansa © www.giornaledibrescia.it
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Ogni tanto una bella notizia. Bella magari è eccessivo. Però diciamo che sarebbe stato peggio il suo contrario. A non richiesta dimostrazione del basso livello del management del calcio italiano è arrivata la conferma che non si farà il torneo che la Lega Calcio, per geniale invenzione del suo amministratore delegato De Siervo, aveva pensato di disputare durante il Mondiale in Qatar. Piccolo passo indietro. Qualche settimana fa, eravamo ai primi di marzo, aveva iniziato a circolare questa agghiacciante ipotesi. Al punto che avevo pensato di fare una riflessione sul tema proprio da queste colonne. Si badi bene, non erano ancora stati disputati i play off per le ultime qualificazioni ai Mondiali. La nostra Nazionale era dunque ancora in corsa. Erano giorni nei quali studiavamo come fermare Leao e Cristiano Ronaldo dando per certo che quello contro la Macedonia del Nord sarebbe stato poco più di un allenamento. Non è andata esattamente così.

Scrissi un pezzo per Calcio&Pepe nel quale paragonavo l’idea di De Siervo al giudizio che il ragionier Fantozzi diede a suo tempo dell’indimenticabile Corazzata Potemkin. Decisi poi di non inviarlo alla redazione e di cambiare argomento perché pensai che l’idea di portare 20 squadre prive dei giocatori più forti per un mese negli Stati Uniti, terra dove notoriamente non si strappano i capelli per il calcio a maggior ragione in un periodo nel quale sono in corso i campionati NBA di basket ed NFL di football americano, fosse talmente assurda che i presidenti di serie A non avrebbero perso nemmeno un minuto a discuterne. Invece pare che De Siervo, che aveva apparecchiato tutto per giocare quasi esclusivamente in Florida, sia riuscito nell’onestamente coraggioso tentativo di far passare questo mirabolante progetto.

Ve l’immaginate lo stadio dei Miami Dolphins con le righe per il calcio sopra quelle per il football richiamare folle oceaniche per non perdersi Sassuolo-Spezia? In Italia non giocano tantissimi campioni, negli anni ’80 sarebbe stato forse diverso. Ma anche momenti diversi i giocatori forti sarebbero andati al Mondiale a giocare con la loro Nazionale. E quelli che per sventura fossero rimasti a casa, anche solo perché nati in una nazione con una bassa produzione di buoni calciatori, difficilmente avrebbero accettato di andare a fare qualcosa di simile al circo. L’idea di aumentare la visibilità del calcio italiano all’estero è sempre valida e va perseguita. Ma andrebbe sviluppata con meno senso del ridicolo. Portare negli Usa, terra dove vogliono vedere solo spettacoli al top, squadre di calcio già non troppo forti e oltretutto con i migliori altrove è qualcosa di fortunatamente già sepolto da una risata.

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