Calcio

«Cambiare il calcio ci può stare, stravolgerlo non aiuterà ad amarlo»

Gianluca Magro
I «tre Alessandro», ovvero Altobelli, Budel e Calori, rispondono alle idee del presidente del Napoli Aurelio De Laurentiis tra match più corti, cartellini a tempo, revisione della regola del fuorigioco e serie A a 16 squadre
Il presidente del Napoli Aurelio De Laurentiis - Foto Ansa © www.giornaledibrescia.it
Il presidente del Napoli Aurelio De Laurentiis - Foto Ansa © www.giornaledibrescia.it
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Provocatore per natura, ma anche voglioso di cambiare il sistema calcio. «Perché alle nuove generazioni non puoi proporlo come è oggi, si stancano e le perdiamo». Aurelio De Laurentiis, presidente del Napoli, in una lunga intervista che ha toccato più argomenti, ha parlato anche di come e dove vorrebbe intervenire per dare una svolta al movimento.

I punti principali 

Sono quattro.
1) «Partite di 25 minuti per tempo, 50 effettivi: 90 sono troppi».
2) «Ammonizioni ed espulsioni temporanee, tipo 5 minuti per un cartellino giallo e 20 per il rosso».
3) «Serve che si segnino più gol, va cambiata la regola del fuorigioco, non si può annullarli per millimetri».
4) «La serie A deve passare da 20 a 16 squadre».

Abbiamo chiesto ai «tre Alessandro», ovvero «Spillo» Altobelli, Budel e Calori cosa pensino di quanto proposto dal numero uno del Napoli.

Alessandro Altobelli

Alessandro Altobelli, campione del mondo con l'Italia nel 1982 - Foto Newreporter Papetti © www.giornaledibrescia.it
Alessandro Altobelli, campione del mondo con l'Italia nel 1982 - Foto Newreporter Papetti © www.giornaledibrescia.it

1) Non cambierei la durata della partita, anche perché ogni squadra impiega tra titolari e sostituti sedici giocatori. Come fai? E molte finirebbero 0-0.

2) Non concordo assolutamente su ammonizioni ed espulsioni a tempo. Rischi che una squadra si ritrovi per una parte di partita con 5-6 giocatori. Cercherei invece di usare meglio, a volte anche di più, i cartellini.

3) Sul fuorigioco posso essere d’accordo, ma è un argomento già trattato da ex calciatori tra cui io stesso con la Fifa. Da fischiare solo se c’è luce.

4) Venti squadre in serie A sono troppe, è vero, ma 16 sarebbero poche. Diciotto il buon compromesso.

Alessandro Budel

Alessandro Budel, ex rondinella oggi commentatore tv - Foto Newreporter Nicoli © www.giornaledibrescia.it
Alessandro Budel, ex rondinella oggi commentatore tv - Foto Newreporter Nicoli © www.giornaledibrescia.it

1) Non è questione della durata della partita, ma del prodotto che offri alle nuove generazioni. Quello del tempo effettivo non è il primo problema da affrontare oggi.

2) Non capisco ammonizioni ed espulsioni a tempo. Se il fallo è da ultimo uomo o per una entrata violenta, è giusto che tu squadra subisca un danno per tutto il match. Così come il secondo giallo deve continuare a valere come il rosso.

3) Vero che oggi, essendo il fuorigioco «automatico», una rete viene annullata anche per un millimetro, ma è una regola che quando la tocchi vai a cambiare il calcio. Ci andrei con i piedi di piombo.

4) Concordo sul diminuire le squadre, ma partirei dalle leghe minori. Sessanta in C sono troppe. Poi se vogliamo toccare anche la A, direi diciotto non sedici.

Alessandro Calori

Alessandro Calori, ex allenatore del Brescia - Foto Newreporter © www.giornaledibrescia.it
Alessandro Calori, ex allenatore del Brescia - Foto Newreporter © www.giornaledibrescia.it

1) Quando si parla di ridurre il minutaggio delle partite, non vorrei si arrivasse alla Kings League... Va bene cambiare il calcio, modernizzarlo, renderlo più appetibile, ma non c’è bisogno di stravolgerlo. Cinquanta minuti sono pochi.

2) Cartellini gialli e rossi a tempo può anche essere un’idea carina se studiata e applicata bene. Immagino darebbe dinamicità alla partita.

3) Ok sulla questione del millimetro sul fuorigioco, perché qui si sta arrivando a livelli che in effetti non concepisco. Attenzione però perché anche qui cambiare senza cognizione di causa rischierebbe di farci fare un passo indietro, a polemiche che appartengono al passato.

4) Concordo con Budel, sono tante oggi le squadre che fanno la serie C ed è da lì che bisogna partire per ridurre il numero. Poi a salire possiamo anche arrivare alla serie A, ma onestamente nonostante i tanti impegni di alcune società non credo che venti rappresenti un grande problema.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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