Un tempo giocato, un tempo no. E in quello giocato, tante occasioni per vincerla andate in fumo. Il sospiro di sollievo alla fine dei primi 45’ è stato poi sovrastato dal rammarico finale di non aver portato a casa i tre punti. E l’espressione di Eugenio Corini in sala stampa va verso quella sensazione.
«Oggettivamente abbiamo fatto un brutto primo tempo. Eravamo spesso in ritardo, mai qualitativi, non riuscivamo a palleggiare. Abbiamo fatto fatica contro una squadra che sapevamo “intensa” e che ci aggrediva in fasce di possesso. Alla fine del primo tempo ho chiesto ai ragazzi una reazione emotiva e l’hanno avuta: siamo riusciti a rompere i loro ritmi, a trovare il nostro gioco sulle fasce, a mettere in campo le nostre qualità, a mettere dentro palloni creando occasioni importanti. La percezione era che, man mano che passava il tempo, avremmo potuto portarla a casa».
L’analisi
Su cosa non abbia funzionato nei primi 45’, il tecnico del Brescia ha le idee chiare: «È stato un primo tempo simile a quello visto a Crema: dobbiamo abituarci al fatto che, soprattutto in trasferta, le squadre che ci affrontano partono sempre con grande intensità. Loro sono stati molto bravi in fase di non possesso e visto che noi eravamo spesso in ritardo prendevamo velocità. In fase di nostro possesso la loro aggressività ci ha messo in difficoltà. Con il nostro atteggiamento abbiamo dato loro coraggio, sembrava fossimo in apnea. Però sapevamo anche che con l’andare della gara il loro ritmo sarebbe scemato. In fondo, siamo stati bravi a resistere e a non concedere loro, traversa a parte, occasioni particolarmente significative. E nella ripresa siamo stati bravi a mandarli spesso a vuoto, creando noi le occasioni importanti per vincerla. E quel pestone su Crespi…».

La decisione arbitrale
Già, quel rigore reclamato che l’Fvs ha mostrato essere solare: «Abbiamo rivisto le immagini prima di giocare la carta, eravamo sicuri che ci venisse concesso. Invece…». L’aspetto positivo è per Corini quello «della reazione avuta», seppur quello che fa storcere il naso sia legato alla classifica: «Dispiace non essere più primi. D’altronde – sorride – siamo forse gli unici che continuiamo a ribadire qual è il nostro unico obiettivo. Ma abbiamo tutte le caratteristiche e le qualità per raggiungerlo». Sulla posizione «anomala» di Sina, afferma: «Con lui era in pratica una linea a quattro perché volevo l’uno contro uno con i loro veloci esterni, con De Maria che aveva compiti di uscire alto. E Sina ha dimostrato maturità nel farlo». Ora, il Treviso nell’infrasettimanale: «Spero di recuperare uno o due giocatori, non vi dico quali…».



