Primo passo falso in campionato per il Brescia, che non va oltre lo 0-0 in casa del Trento. Il pari nello scontro diretto costa la vetta della classifica all’Union, ora a meno due dal Cittadella, unica squadra a punteggio pieno nel girone A. Di seguito le pagelle dei biancazzurri.
6 – Gioele Zacchi
È probabile che Maffei parta oltre l’ultimo difensore al momento dell’imbucata di Mehic, ma quell’intervento vale comunque oro: con un po’ di fortuna riesce pure a trattenere il pallone, anche perché una carambola avrebbe potuto avere conseguenze molto più imprevedibili.
6 – Davide Balestrero
Il suo tour delle zone di campo torna alla base, che quest’anno è la difesa, dopo il blitz sulla fascia col Desenzano. L’anima resta da centrocampista, e affiora soprattutto quando s’avventura in avanti. Peccato si prenda dei rischi sanguinosi, perdendo dei palloni che lo sono altrettanto. Dietro però copre abbastanza bene.
6 – Luigi Silvestri
La fisicità di Molina è ingombrante e capita lo metta in difficoltà: accade al 44’, lui paga con il giallo e la sostituzione all’intervallo. Si arrangia col mestiere e non si macchia di colpe particolarmente gravi. Ci mette del suo per assorbire un po’ dell’urto gialloblù. Dal 1’ st Frederik Sorensen (6): soffre un po’ la rapidità degli attaccanti del Trento, ma la sua contraerea è utile soprattutto su Molina.
5.5 – Loris Armati
Dalmonte in avvio è indemoniato e lui, per questioni puramente geografiche, è quello che lo soffre di più. Spaesato, in affanno. Quando le due frequenze di passo s’incrociano il confronto è impietoso. Per lui le cose migliorano dopo l’intervallo.
5.5 – Samuele Sina
Corini vuole coprirsi un po’ sulla destra e lo mette a fare su e giù per la fascia. Peccato che finisca per annullare completamente quel binario. La responsabilità è più del tecnico che del suo giocatore, in imbarazzo semplicemente perché non ha le caratteristiche per interpretare bene quel ruolo. Nonostante questo, sfiora l’ennesimo gol a tempo scaduto.
5.5 – Alessandro Mercati
L’esuberanza del Trento manda in sofferenza anche il centrocampo. Le sue qualità migliori faticano ad emergere: il filtro non è particolarmente efficace e in fraseggio aggiunge poco alla manovra. Dal 22’ st Mattia Zennaro (6.5): grande imbucata per Spagnoli, che sbatte su Barlocco. Aggiunge qualità a una manovra fin lì stagnante.
5.5 – Alessandro Lamesta
La valutazione fa il paio con quella su Mercati: una mediana così dovrebbe rendere elastica e dinamica la doppia fase di squadra. Peccato che resti solo un’ipotesi. Tanti errori e poca concretezza. Dal 34’ st Marco Frigerio (6): occasione enorme subito dopo l’ingresso. Lui non è letale, ma Barlocco fa un miracolo.

5.5 – Vincent De Maria
Un suo cross insidioso è uno dei lampi offensivi più degni di nota del Brescia nel primo tempo. Fatto già di per sé piuttosto eloquente. Non attacca con continuità, anche perché dietro è schiacciato dalla vivacità di Dalmonte. Dal 39’ st Tiago Casasola (6): impatto immediato e rinvigorente. E ingresso che aumenta i rimpianti.
5 – Jacopo Pellegrini
La legge dell’ex rimane inattuata, ma a mancare non è solo il gol: sulla trequarti gira a vuoto, non lega mai con i compagni. Quelli vecchi, invece, lo annullano completamente. Serata complicata. Dal 22’ Alberto Spagnoli (6.5): vicino al gol, molto attivo, bravo anche nel gioco di sponda, come quella che recapita a Sina nel finale. La notizia più bella di una serata non entusiasmante.
5 – Andrea Rizzo Pinna
Non un guizzo, non un’imbucata. Il giocatore non è certo in discussione dopo un paio di passaggi a vuoto, ma il momento no è certificato. Disegnare calcio in una squadra che si muove in maniera così compassata non è semplice. Ma da lui ci si aspetta sempre di più.
5.5 – Valerio Crespi
È l’ultima propaggine della squadra e quindi ne riflette l’andamento in campo: spento per un tempo, poi più presente negli episodi. Si prenderebbe un rigore che l’arbitro gli nega. Non lucidissimo nell’unica vera occasione che ha, quando calcia addosso a Barlocco dopo il pasticcio di Kassama.




