Per il Brescia e per Pasini è il momento della verità

La questione stadio, la nuova compagine societaria, il nome da svelare, una presentazione ufficiale ai tifosi e alla città, la campagna acquisti da far entrare nel vivo, il ritiro di Piamborno, le prime amichevoli, il pensiero a quel punto solo alla prossima stagione di serie C. Ognuno metta in ordine come preferisce i punti appena esposti, ma uniti usando una penna formano la scritta «Progetto Pasini».
Che mai come in questi giorni deve entrare nel vivo. Il 15 luglio, termine ultimo per cambio di nome e indicazione del terreno di gioco, si avvicina sempre di più. Così come il 17, giorno in cui i protagonisti dovrebbero alzare il sipario sulla nuova creatura attesa al Rigamonti.
Passo dopo passo
Occhio allo stadio. A giorni si arriverà all’assegnazione dell’impianto da parte del Comune dopo che è stata avviata nei giorni scorsi la procedura per la manifestazione di interesse. Alla quale partecipa solo la società presieduta da Beppe Pasini. Massimo Cellino non mollerà l’osso, dopo il «salto del lucchetto» ha già annunciato ricorso al Tar, ma nessuno dalla parte opposta (leggasi Loggia) nutre dubbi sulle mosse compiute e sul fatto che il futuro Brescia potrà giocare al Rigamonti, nel frattempo sotto manutenzione della stessa Amministrazione.
Pasini adesso deve anche fare la conta, arrivare a capire chi degli imprenditori contattati è pronto ad iniziare al suo fianco l’avventura. Altre interlocuzioni sono previste in questi giorni, l’ok di A2A è stato incassato, ma arrivati a questo punto si andrà solo a sistemare alcuni punti. A chi di dovere il progetto è stato presentato, specificando che il calcio è sì passione (quanto c’è bisogno di ritrovarla qui...), ma anche business. Quindi spazio a una società che sia anche azienda, concetto caro a Pasini fin da quando è entrato nel mondo del calcio e che ha esplicitato con chiarezza anche a coloro che vorranno affiancarlo.
Se il 15 è l’ultimo giorno utile per il «cambio» in Figc, l’idea di chi sta lavorando alla nuova società è quella di far avere tutta la documentazione necessaria entro il 12, per avere margini di verificare che tutto sia davvero a posto. Una volta ottenuto il pollice alto da Roma, si guarda al 17 come data perfetta per alzare il sipario prima della partenza verso il ritiro a Piamborno. Semplicemente perché il 17 luglio 1911 nacque il Foot Ball Club Brescia (allora era un lunedì, la «rinascita» sarebbe di giovedì) e difficilmente potrebbe esserci omaggio migliore alla storia che Cellino ha cercato di cancellare, ma che vive sempre nella testa e nel cuore di ogni tifoso biancazzurro.
Campo
Incassato e più o meno digerito l’addio a Dimitri Bisoli, il «Progetto Pasini» deve guardare però anche al campo e lì gli occhi sono quelli del direttore sportivo Andrea Ferretti e del tecnico Aimo Diana. L’ossatura, visti i tempi (ma anche la coesione di un gruppo solido) sarà quella della FeralpiSalò, ma qualche innesto va fatto. Vincent De Maria ad oggi è qualcosa in più di un obiettivo per la fascia sinistra. Il classe ’99 nella passata stagione alla Giana Erminio è giocatore che ben conosce la categoria, tanto da avere sì richieste in serie C, ma qualcuna anche dalla B. Il progetto Brescia però lo affascina ed è pronto a sposarlo. In questo caso però non si può aspettare troppo per avanzare l’offerta.
Un occhio va dato anche a chi si metterà a difesa dei pali, così come sarà necessario intervenire in attacco. Ma tutto ciò vorrebbe dire parlare solo di calcio, di mercato, di trattative, di giocatori giusti da inserire negli schemi di Diana. E in un’estate in cui si è ancora alle prese con ricorsi, Tar, decisioni della Figc, missive al Comune e controrisposte, quel momento sarà già un piccolo grande momento di normalità.
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