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Bisoli e quel ponte che ora resta solo nell’immaginario

L’addio del capitano significa tagliare del tutto il filo che univa il Brescia che è stato e quello che probabilmente sarà
Dimitri Bisoli - Foto New Reporter Comincini © www.giornaledibrescia.it
Dimitri Bisoli - Foto New Reporter Comincini © www.giornaledibrescia.it
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C’era un ponte, ipotetico, ad unire il Brescia che è stato e quello che presumibilmente verrà: 25 «colonne» a sostenerlo, come il numero di maglia di Dimitri Bisoli.

Da quando il «Progetto Pasini» si è fatto più reale giorno dopo giorno, l’idea di avere a bordo il capitano biancazzurro è stata una sorta di coccola per tutti quei tifosi legati al Brescia a prescindere dalla categoria, ma allo stesso tempo vogliosi della messa a terra di un’idea seria, portata avanti da imprenditori bresciani. Dimitri stesso aveva alimentato questa suggestione dicendosi pronto a sposare ancora il biancazzurro.

Poi qualcosa è cambiato, inevitabilmente, se davanti alla proposta avanzata dal «Brescia 4.0» il centrocampista ha risposto «no grazie», con il Cesena pronto ad accoglierlo. Serie B e non serie C, cifre sicuramente diverse di fronte ad un triennale (e a 31 anni forse si pensa anche ai soldi, ci mancherebbe). Il tutto sapendo che Brescia è casa, ma Cesena lo è allo stesso modo.

Diventa una scelta di vita, legittima, soprattutto se si è calciatori. E non è un mistero che alcuni messaggi pesanti via social lo abbiano ferito, perché il rammarico del tifoso deluso è legittimo, l’insulto no. Specialmente perché Bisoli sa cosa ha dato a Brescia e al Brescia negli anni, si sente a posto con la coscienza, così come è consapevole che storia ed emozioni non si cancellino.

L’altra faccia della medaglia però, è quella del filo definitivamente spezzato col passato, come quel lucchetto del Rigamonti saltato «A las cinco de la tarde» per mano del fabbro. E allora sì il Brescia targato Pasini, quando nascerà, sarà davvero un qualcosa di tutto nuovo, almeno negli interpreti in campo.

Un po’ avevamo fatto la bocca buona provando a immaginare un doppio capitano biancazzurro, con Bisoli da una parte e Balestrero dall’altra. Il primo con il bagaglio di quello che significa indossare la fascia a Brescia, il secondo magari ad infondere un po’ di entusiasmo in chi per mille motivi lo ha perso. Non sarà così, il ponte rimane solo nell’immaginario dei tifosi. Per i quali continua ad essere un’estate difficile da digerire...

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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