Se ci credi, o ti compatti oppure ti compatti. Certe situazioni sono ad alternative zero. In casa Union Brescia non ci sono scelte possibili, ma d’altronde nemmeno si vogliono avere: si va avanti, a testa bassa, dentro quella che è una settimana cortissima eppure lunghissima. Perché quella con il Cittadella sarà una cartina di tornasole, se non una specie di resa dei conti, su ogni fronte. In ballo ci sono il destino di una stagione e di un allenatore, ma non solo il destino di una stagione e di un allenatore.
Mettere in discussione la posizione di Eugenio Corini è qualcosa che va oltre una semplice valutazione tecnico tattica così come questo campionato non è un campionato qualunque che eventualmente si può sbagliare e pace. In gioco c’è molto anche per l’evoluzione del club, dei suoi piani, dei rapporti interni. Dal vertice al basso, tutti sono sotto pressione perché tutti hanno qualcosa da giocarsi. Il quadro è molto chiaro per tutti, a partire dal presidente Giuseppe Pasini che è colui che ci mette faccia, nome e cognome, responsabilità nelle scelte e dunque anche del progetto tecnico insieme ai suoi uomini Mauro Pederzoli e Andrea Ferretti. Ed Eugenio Corini, che nella costruzione del progetto è stato protagonista.
Perciò: o si è compatti o si è compatti. A saperlo, prima di tutti, è proprio lo stesso Pasini che, rientrato da una doppia trasferta di lavoro, è di fatto planato dritto sul centro sportivo San Filippo. C’era qualcosa da dire e da chiedere: a tutti. La richiesta urbi et orbi è quella di tirare fuori qualcosa in più, come si conviene. Mentre nello specifico, alla squadra (incontrata insieme allo staff) nel primo discorso effettuato alla stessa dall’inizio della stagione, il presidente dell’Union non ha mancato di rivolgere le dovute critiche per la partita con la Giana per poi lasciarsi andare agli incoraggiamenti. «Il vostro presidente - il senso di tutto - è con voi, siamo insieme».
Gli scambi con i dirigenti e con Corini

E con Corini? Il presidente ha avuto un breve scambio personale a tu per tu: uno scambio, raccontano gli insiders, che si è concluso con un abbraccio. Se quella di ieri è stata la giornata dei segnali forti, anche pubblici, di compattezza e di focalizzazione totale sull’appuntamento di sabato da non sbagliare, martedì sera per Pasini era invece stato tempo di confronti e condivisione con il ticket sportivo Pederzoli e Ferretti. La rabbia e il fastidio del presidente - che deve rispondere anche alle istanze di soci e consiglieri - alcuni molto critici, e che non può ignorare nemmeno il malumore acuto della squadra - non ha fatto prigionieri e sul fuoco del momento ci sono tutti. Pasini ha preteso anche dai suoi argomentazioni puntuali su una situazione diventata già da dentro o fuori quando siamo solo a ottobre e anche in un momento delicato per l’evoluzione della società tra progetto per il centro sportivo, prossimo lancio dell’imponente operazione di aumento del capitale, assetto o riassento dei rapporti interni.
La volontà e il gruppo
In tutto questo però Pasini non ha preso in considerazione alternative a Corini. La volontà dentro la linea presa dalla dirigenza è quella di far sapere al gruppo, una volta di più che la fiducia nell’allenatore è vera: nessuno può dunque permettersi alibi consci o inconsci come può accadere quando c’è aria di un allenatore lasciato a se stesso.
Poi, è ovvio che al di là di ogni considerazione e ogni analisi sul lavoro di Corini e sulle sue scelte oltre che sulle attenuanti circa le assenze che gli vengono riconosciute all’interno, a un certo punto sono i risultati a comandare. E un risultato negativo col Cittadella non lo salverebbe.

In gioco ci sono anche i valori del gruppo stesso: è stato sopravvalutato? Non c’è la sufficiente personalità? Sono i giocatori a dover rispondere a questa domanda dovendolo fare andando oltre a deficit di organico: la lunga assenza di Crespi è un macigno e le alternative Spagnoli-Pellegrini devono dimostrare che chi ha scelto di puntare su di loro ha avuto ragione. Sono tanti i nodi da sciogliere e le cose da scoprire in maniera più o meno definitiva. Se ci credi, e ci sei, o ti compatti o ti compatti.




