Brescia, con la Giana clamoroso ko: Cittadella a +8, squadra contestata

Dopo il gol di Comelli l’Union la riprende a 4’ dalla fine con Di Molfetta, poi l’harakiri: per i tifosi tutti in discussione
Erica Bariselli

Erica Bariselli

Giornalista

Desolazione al termine della gara contro la Giana © www.giornaledibrescia.it
Desolazione al termine della gara contro la Giana © www.giornaledibrescia.it

Una mazzata allucinante tra capo e collo che si è manifestata con la rimessa di un portiere, al 94’, a pescare un attaccante, Quaggio, che pochi mesi fa giocava tra i dilettanti, che si è infilato tra Sina e De Maria e ha colto in pallonetto fuori dai pali Zacchi.

Una mazzata allucinante che il Brescia aveva pensato di aver evitato pochi minuti prima, al 41’, quando in un raro lampo di vera lucidità del collettivo, Di Molfetta pescato (ed entrato bene) dalla panchina aveva trovato un faticoso 1-1 su dolce input di Rizzo Pinna. Una mazzata tra capo e collo iniziata al 26’ del primo tempo quando un altro giocatore che in estate avevamo visto in scena nei tornei notturni della provincia, Comelli, ha colpito su punizione dai 25 metri. Un’opportunità che si era guadagnato uccellando in ripartenza Balestrero costretto al fallo da giallo.

Una mazzata tra capo e collo maturata in virtù di una partita nella quale i biancazzurri contro la Giana Erminio mai si sono dimostrati superiori , anzi, eppure hanno sbagliato di tutto sottoporta. Una mazzata tra capo e collo che lascia in dote un clamoroso -8 dal primo posto occupato dal Cittadella che con l’Arzignano ha fatto il suo e che addirittura relega il Brescia, scavalcato dal Trento, al terzo posto. Una mazzata tra capo e collo che ha scatenato a fine partita una feroce contestazione da parte dei circa 700 presenti da Brescia a squadra e Corini, durissimamente attaccato e invitato chiaramente ad andarsene.

La barra dritta

Una mazzata tra capo e collo che è valsa tra le altre cose la prima sconfitta stagionale (oltre che la prima vittoria della Giana...) che comunque non fa a quanto pare vacillare il club nella sua decisione di tirare dritto sull’allenatore di Bagnolo: ieri Pasini non era presente di persona, ma i primi riscontri sottotraccia portano a dire - questo a ieri sera - che non sono alle viste riflessioni sul tecnico. Alle viste c’è però il Cittadella contro il quale può essere un dentro o fuori. Sarà difficile ritrovare fiato dopo l’apnea di ieri. Con presagi negativi che si erano palesati già in mattinata dato il forfait di Crespi. È stata una serata pessima, per forma, sostanza, errori d’ogni tipo con 5-6 palle gol totali sprecatissime prima di trovare il pari poi vanificato come già raccontato.

Il film, insomma, è stato di quelli che fanno venire voglia di lasciare a metà. Già dopo un primo tempo tra passaggi indietro al portiere che inibiscono la trama (offensiva), approssimazione e sbagli sottoporta da kolossal. In questo caso il contro oscar va a Spagnoli che nel giro di 5’ tra il 32’ e il 37’ si divora l’1-1: prima colpendo male di testa dalla linea dell’area piccola su pennellata precisa di Boci e poi, quasi dal vertice dello stesso spicchio di area mandando alto su tocco smarcante di Pellegrini.

Nonostante un’esibizione ampiamente rivedibile, il Brescia dalle idee contate sarebbe insomma comunque stato premiato dagli episodi se sono fosse stato in grado di sfruttarli. Il dato del primo tempo che riassume tutto è questo: 8 tiri dei quali zero nello specchio. Un non dato anche frutto di tanta prevedibilità offensiva nel confermato 3-5-2 con Pellegrini insieme a Spagnoli. Male la prima frazione, non meglio la seconda con Casasola a sciupare e Zacchi a superarsi su Ballabio.

L’esordiente e l’epilogo

Qualcosa porta l’ingresso (prima era entrato De Maria per Balestrero) di Di Molfetta al quarto d’ora. E proprio un suo filtrante al 28’ manda Spagnoli al cross dal fondo per la testa di Casasola: lui va a colpo sicuro, ma Mazza anche. Parata e palo: sulla ribattuta Rizzo Pinna non è freddo.

C’è da provarle tutte, persino una carta Primavera per un attacco spuntato: Corini tenta di far travestire da eroe il 2008 esordiente Coulibaly per Pellegrini. In qualche modo, dopo averla rischiata ancora in ripartenza in una serata storta anche in tanti duelli, arriva l’1-1. Poi la mazzata. Tra capo, collo e troppi dubbi.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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