È tempo di guardare avanti. Molto oltre i millimetri-centimetri d’ingiustizia che hanno pesantemente danneggiato il Brescia. È peraltro auspicabile, al di là delle esternazioni pubbliche, che il club si sia fatto sentire anche nelle sedi istituzionali e politiche del calcio. Ed è tempo, soprattutto, di focalizzarsi su quel che – a ingiustizia acclarata – si sarebbe comunque dovuto fare meglio per tenere almeno un pari che era lì solo da raccogliere e che comunque ora farebbe tutta la differenza di questo mondo.
Perché il Brescia non sarebbe scappato via con una vittoria, ma non se ne sarebbe andato nemmeno il Mantova. E, dato, che arbitri e Var non si possono governare, tanto vale conservare le energie buone per ciò che invece si può controllare: le proprie scelte, le proprie azioni. Ma anche le proprie parole.




