Calcio

Brescia, c’è il controribaltone: via Bisoli, riecco Maran

Cellino ci ha ripensato: il tecnico di Porretta Terme non avrà altra chance, oggi mister Rolly di nuovo in sella
Rolando Maran e Pierpaolo Bisoli - © www.giornaledibrescia.it
Rolando Maran e Pierpaolo Bisoli - © www.giornaledibrescia.it
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Il Brescia è ostaggio di se stesso. Oltre che del Catanzaro. Ciò che Bonini tolse - la panchina - a Rolando Maran, Bonini ha ridato allo stesso.

E al contrario vale per Pierpaolo Bisoli. Che non è più l’allenatore del Brescia: la sua missione, insieme al suo sogno, è durata appena 7 partite. Da media da retrocessione diretta: 0,85 a partita. Torna in sella - oggi pomeriggio dirigerà la prima sessione - Rolando Maran, che lasciò meno di due mesi fa, dopo il ko dell’8 dicembre contro la squadra calabrese. Venne esonerato che il Brescia era decimo e lo ritrova quindicesimo a pochi passi dal baratro. Un epilogo già scritto e che, pareggio dopo pareggio, ci si attendeva.

Non era questione di se, ma solo di quando. E quanto ci sarebbe da discutere su questi schemi che sono parte integrante, per non dire dominante, della crisi perenne del Brescia e di un sistema che ormai non si tiene più. Più che quello relativo alla panchina, è questo il vero nodo da sciogliere.

Ci risiamo: dentro mani e piedi nell’incubo di dover assistere al remake di due stagioni fa. La retrocessione diretta a 4 punti. La media precipitata da 1,18 punti a partita in 16 turni con Maran a 0,85 in 7 con Bisoli (ma anche nelle ultime 7 con mister Rolly la media era questa) . Numeri da serie C sparata. E se il Brescia non è ancora negli abissi, lo deve a un campionato di rarissimo basso livello. Carrara, domenica, sarà l’ennesimo crocevia e toccherà al nuovo-vecchio tecnico cercare di superarlo indenne.

La ricostruzione

A caldo dopo la disfatta - nel punteggio, nell’interpretazione e nella lettura della partita - contro il Catanzaro non era stato preso in considerazione un esonero di Pierpaolo Bisoli anche se la percezione nei suoi confronti era cambiata con una fede non più cieca nella sua capacità di dare una vera sterzata. Ieri mattina però sia Massimo Cellino - in preda a un totale sconforto - che Renzo Castagnini, dopo aver lasciato decantare le emozioni, si sono scoperti ancora più preoccupati del giorno precedente.

Massimo Cellino, presidente del Brescia - Foto New Reporter Papetti © www.giornaledibrescia.it
Massimo Cellino, presidente del Brescia - Foto New Reporter Papetti © www.giornaledibrescia.it

E in quello che è stato un lungo lunedì di faccia a faccia a due hanno rovesciato sul tavolo pro e contro rispetto all’opportunità di andare avanti così, perlomeno «a tempo», o invece di assestare una contro scossa configurabile nella richiamata, poco meno di due mesi dopo dall’addio, di Rolando Maran. Senza contemplare una terza via.

Il confronto tra il presidente e Castagnini, molto influente - attraverso i suoi consigli e le sue letture delle situazioni - nei confronti di Cellino, nella prima serata di ieri si è concluso in un «niente di fatto» col proposito di risentirsi per un nuovo punto della situazione a tarda ora. Ma in realtà, una volta messi in fila i pensieri, il presidente del club di via Solferino ha scelto di riaffidare la squadra a Maran che a suo tempo congedò con un lapidario: «Non ha ripagato la mia fiducia...Le sfide bisogna affrontarle, alcuni preferiscono defilarsi».

Parole al veleno: e ora le speranza è che Maran riesca a farne benzina, anziché ostacolo, per il suo rilancio e dunque della squadra. Nelle valutazioni dei pro e i contro nel dibattito «avanti con Bisoli sì o no», dalla parte del tecnico di Porretta Terme pendeva l’apprezzamento del grande lavoro di riatletizzazione della squadra e anche quello sullo spirito oltre al fatto che Bisolone si era dimostrato senza paura nel provare a puntare sui Nuamah e sui Calvani. Ma il fatto è che nel momento di far venire alla luce tutto il lavoro di cui sopra, di dare valore a 6 pari di fila, lo stesso tecnico è andato in confusione.

E le scelte tecniche di domenica sono state totalmente da rivedere sia per come la partita è stata preparata sia per come è stata condotta. Ed è stato questo a far lavorare i tarli nelle teste dei massimi dirigenti del club. Certo è che la situazione è molto molto delicata e se da un lato Maran potrà contare su una squadra in salute fisica, che nel frattempo ha recuperato pezzi importanti e con qualche volto nuovo «sdoganato», dall’altro c’è il punto di domanda sul rapporto con Cellino.

E il mercato? Non se ne parla... Peraltro, in tutto questo, non è difficile immaginare la difficoltà emotiva per il giocatore più rappresentativo di tutto (che proprio con la Carrarese farà 300 partite tonde in maglia Brescia) ovvero capitan Dimitri. Il Brescia è ostaggio di se stesso.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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