Calcio

Brescia, la paura e il «bisogno» di vedere sempre l’ultima spiaggia

Più che la stanchezza con la Juve Stabia ha pesato l’aspetto mentale: è come se solo non vedendo un domani la squadra fosse capace di andare oltre a tutto
La delusione di Borrelli contro la Juve stabia - Foto New Reporter Comincini © www.giornaledibrescia.it
La delusione di Borrelli contro la Juve stabia - Foto New Reporter Comincini © www.giornaledibrescia.it
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La paura di perdere che prevale sempre, costantemente, sulla voglia di vincere: eccolo il problema del Brescia. Non occorreva arrivare alla partita con la Juve Stabia per individuarlo: la diagnosi è chiara da un po’. Tuttavia, i flash ravvicinati (per quelli che sono i tempi di vittoria del Brescia) di Spezia e – soprattutto Cittadella – avevano acceso la speranza di essere in presenza di una patologia certamente molto grave, ma non ancora cronica.

E invece...Guarire ormai non si può più: si può solo sperare di tenere a bada i sintomi che si rivelano attraverso stop sbagliati, giocatori che si nascondo dietro gli avversari nel timore di ricevere palla, passaggi all’indietro e molto altro. Rivista a freddo, domenica al Rigamonti più della fatica ha potuto il terrore.

E allora, in queste condizioni dove si va? A Modena. E per fortuna. Perché il Brescia è un malato molto serio, ma al quale respirare aria diversa da quella di casa – il che è tutto dire – fa soltanto bene. Lo testimonia una resa stagionale in trasferta da 21 punti che vale il settimo posto in cadetteria. Pazzesco. E comprendere i motivi dell’idiosincrasia sviluppata nei confronti del Rigamonti è materia da psicologia. Perché la chiave non può che essere – è la scoperta dell’acqua calda, certo – mentale.

È sempre la testa a comandare: come si spiegano altrimenti gli ultimi 15’-20’ finalmente giocati correndo? Il Brescia ha sempre bisogno di sentirsi compromesso per tirare fuori quel qualcosa in più che serve. La vittoria alla Spezia era arrivata in un momento particolare, quando si era sull’orlo del precipizio. Idem a Cittadella. Quelle erano state partite da portare a casa come se poi non potesse esistere un domani. Come in effetti sarebbe stato. Invece, la partita con la Juve Stabia non è evidentemente stata visualizzata in questa maniera.

E allora – se tra i temi insieme a una mancanza di identità e di filo anche in scelte che a volte finiscono per far passare proprio l’idea di una paura che è in tutti, anche in chi guida –  c’è anche questo allora dobbiamo persino considerare che sia un bene che se a Modena non si pesca un jolly, allora adieu o giù di lì. Pensieri in libertà. Che stanno a zero, come le chiacchiere.

Non resta che fare un altro atto di fede, crederci tanto e crederci forte sapendo che ci credono ancora e sempre anche i duri e puri pronti a occupare a dovere i circa 3.000 posti del settore ospiti (l’unico disponibile per i residenti a Brescia e provincia) del «Braglia». In questo momento non solo non è poco: è tutto.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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