Calcio

Brescia in missione: un nuovo colpo contro il mal di trasferta

Due vittorie esterne di fila mancano dalla stagione scorsa: in Campania si può rompere il tabù
Rolando Maran, qui a bordocampo al Martelli - Foto New Reporter Nicoli © www.giornaledibrescia.it
Rolando Maran, qui a bordocampo al Martelli - Foto New Reporter Nicoli © www.giornaledibrescia.it
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La missione «back-to-back» ha ben poco di scontato. Vincere due trasferte consecutive, per il Brescia, più che una rarità è un evento dai contorni quasi eccezionali. Rolando Maran guida questa squadra da più di dodici mesi e ci è riuscito una sola volta, a cavallo tra il 2023 e il 2024: batté il Catanzaro con una clamorosa rimonta dopo aver chiuso il primo tempo in svantaggio di due reti, e battezzò il nuovo anno solare sbancando il Braglia di Modena.

Anche all’epoca c’era di mezzo una sosta: chissà che non sia di buon auspicio. E oggi come allora il Brescia ha l’occasione di bissare contro una squadra gialloblù. Ci si aggrappa un po’ a tutto, persino alle cromie propizie, pur di alzare di qualche tacca il livello di fiducia verso la Juve Stabia.

Al Rigamonti

Questo è un gruppo che ha sempre costruito le proprie fortune sul rendimento casalingo. Nello scorso campionato quasi il sessanta per cento dei punti (29 su 51) venne raccolto al Rigamonti. Quest’anno la media esterna si è leggermente alzata – da un punto a partita a 1,16 – e la differenza tra casa e trasferta si è attenuata, più per qualche inciampo interno di troppo che non per un’accelerazione vera e propria lontano da Mompiano. L’assioma è però rimasto fondamentalmente lo stesso. Ecco perché la sfida di Castellammare è un bel banco di prova sotto diversi fronti.

La missione

L'esultanza di squadra dopo la vittoria di fine agosto contro il Südtirol - Foto New Reporter Nicoli © www.giornaledibrescia.it
L'esultanza di squadra dopo la vittoria di fine agosto contro il Südtirol - Foto New Reporter Nicoli © www.giornaledibrescia.it

C’è l’urgenza di reagire dopo lo choc con il Cosenza, dimostrare che lo spogliatoio ha la maturità e la compattezza giuste per rimettersi a marciare e superare le difficoltà come un monolite. Farlo in trasferta varrebbe doppio, per la storia di questa squadra. Una vittoria chiuderebbe a suo modo un piccolo cerchio: con tre punti il bottino in esterna salirebbe a dieci in sette gare, sovrapponendosi perfettamente a quello parziale ammonticchiato al Rigamonti. Sarebbe un segnale.

Anima

Il Brescia deve pure ritrovare la sua vecchia anima indomita, quella che lo portava puntualmente a reagire dopo le sconfitte. Nello scorso campionato, con Maran, non aveva mai perso due partite consecutive. Quest’anno è già accaduto due volte, tra Cittadella e Reggiana e tra Sassuolo e Cesena.

Le difficoltà sono aumentate, è vero. Soprattutto in relazione ai tanti stop per infortunio e al loro peso specifico. Ma la forza di questa squadra è lo spirito, l’unità del gruppo. Maran li decanta – giustamente – a ogni occasione utile. Proprio per questo ribellarsi alle piccole crepe che si sono allungate sul blocco di granito modellato in tanti mesi di lavoro è più di un obiettivo. È una necessità. Il Brescia non vuole smarrire la propria essenza: serve il contributo di tutti per scongiurare questo rischio. Anche per questo, il viaggio in Campania è uno snodo importante per le ambizioni di Maran e dei suoi giocatori.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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