A scuola l’intelligenza artificiale può aiutare docenti e alunni

L’intelligenza artificiale entra nelle scuole. Non dalla finestra, di nascosto, come scorciatoia per fare (anzi, non fare) i compiti. Ma dalla porta, come opportunità per migliorare l’insegnamento e l’apprendimento dando dei «superpoteri» ai professori e agli studenti che sapranno utilizzarla in modo corretto. Lo fa attraverso i corsi che verranno presto proposti agli insegnanti, la disponibilità di alcuni formatori ad accompagnarli in questo percorso. E le linee guida per l’uso consapevole ed etico dei nuovi strumenti che i docenti delle superiori possono leggere, utilizzare e aggiornare.
Il convegno
Di questo si è parlato ieri a Palazzo Lombardia durante il convegno dedicato a «L’arte di imparare. L’intelligenza artificiale nella didattica». L’occasione è stata propizia per presentare le linee guida redatte da un board tecnico di dieci esperti istituito dalla Regione.
Il documento (destinato a evolversi), come spiega nella prefazione Lorenzo Maternini, coordinatore del tavolo di lavoro per l’AI dell’Assessorato all’Istruzione, Formazione e lavoro guidato da Simona Tironi, evidenzia opportunità e rischi dell’intelligenza artificiale: «Siamo convinti che l’AI, se impiegata correttamente, possa supportare l’apprendimento umano, facilitando la memorizzazione e l’utilizzo delle informazioni al momento opportuno, così come una calcolatrice fa per i conti. Tuttavia non potrà mai sostituire il gusto per il bello e il senso di responsabilità che solo un insegnante può trasmettere. L’insegnante lavora sulla coscienza degli studenti, prima che sulle loro conoscenze».
La formazione dei docenti
Dell’indispensabile lavoro dei professori ha parlato, durante l’incontro, anche il ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara: «È fondamentale avere docenti adeguatamente formati, in grado di utilizzare al meglio questo strumento, che non potrà mai sostituire gli insegnanti. Sarà invece un ausilio importante per potenziare la didattica e favorire il successo formativo dei giovani». L’intelligenza artificiale, a suo avviso, permetterà di «esaltare i talenti» e aiuterà chi è rimasto indietro a recuperare: «Al centro, però, resta sempre la persona – ha specificato –. La sfida dell’AI, se ben guidata, ci porterà lontano».
L’importanza di un approccio etico alla questione è stata evidenziata dall’assessora Tironi presentando le linee guida.
Nella pratica
Sfogliando il documento emerge una concezione di docente-designer che, superando il modello del docente-oratore, progetta esperienze di apprendimento «coinvolgenti, interattive e mirate al raggiungimento dei risultati di apprendimento attesi», attraverso un approccio che non sia focalizzato solo sui contenuti, ma anche su metodi e strumenti.
In quest’ottica l’AI si presta ad entrare in gioco in ogni fase: può aiutare l’insegnante a progettare una didattica «attiva e personalizzata» (in termini di livelli di competenza e interessi); può generare quiz, giochi, presentazioni multimediali e, tra le altre cose, può «trasformare il concetto tradizionale di studio in un processo interattivo e continuo». Il tutto rendendo gli studenti più motivati e partecipi. Con la consapevolezza che esistono dei rischi legati all’uso scorretto degli strumenti (e dall’accettazione passiva degli output) come la riduzione della capacità di generare idee originali, dell’abilità di sintesi e del pensiero creativo.
Corsi gratuiti per docenti
La porta delle scuole è quindi aperta all’intelligenza artificiale che «se usata bene – ha detto Giampiero Savorelli, ceo di Hp Italia – può dare i superpoteri e preparare gli studenti al mondo del lavoro». Urge, però, fare formazione. L’Assessorato di Simona Tironi ha pensato anche a questo: attraverso un bando ha chiamato a raccolta una trentina di realtà pubbliche e private che – gratuitamente – proporranno corsi ai docenti e la consulenza dei loro formatori.
Tra queste c’è il gruppo editoriale La Scuola che, solo l’anno scorso, ha formato su varie materie, oltre 63mila docenti italiani. «Il nostro corso sull’AI per i docenti delle scuole superiori della Lombardia sarà disponibile, on line, da dicembre - ha precisato l’amministratore delegato Giorgio Riva - e avrà una durata di 5 ore. Fornirà le competenze di base per padroneggiare lo strumento, senza trascurare gli aspetti etici che preoccupano alcuni docenti». //
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