Brescia, è già domani: l’operazione serie B sulla strada della continuità

Si ripartirà dal grosso della rosa con adeguati rinforzi, ma dal budget alle nuove figure ci sono prima alcuni punti da fissare
Erica Bariselli

Erica Bariselli

Giornalista

Un momento della finale tra Ascoli e Union Brescia - Foto New Reporter Nicoli © www.giornaledibrescia.it
Un momento della finale tra Ascoli e Union Brescia - Foto New Reporter Nicoli © www.giornaledibrescia.it

Il giorno dopo esattamente come la notte prima: male uguale. E servirà qualche altra nottata ancora prima di avere dei miglioramenti.

Allo stesso tempo però, nelle prime riflessioni riposate, sul divano o sul letto, a dare un po’ di sollievo è arrivata la consapevolezza. Quella di chi sa di essere arrivato dove è potuto arrivare mettendo in fila tutto ciò che è capitato in stagione e facendo i conti col fatto che sì, all’ultimo atto si è arrivati con una rosa pressoché al completo, ma con tanti giocatori «mezzo e mezzo».

Poche storie e zero fronzoli: il Brescia ad Ascoli, contro un Ascoli per contro smagliante, è arrivato male. Forse nella testa ha picchiato più del dovuto quella mezz’ora «insana» che è stata il recupero del primo round. Un po’ di paura, quel tanto di braccino ed eccoli lì i fantasmini a riaggirarsi sulle teste biancazzurre. Poi quel gol clamoroso sbagliato da Mallamo che forse avrebbe potuto riaprire i conti al Del Duca, ma forse anche no. Perché l’Ascoli è stato superiore in tutto e seppur non in maniera eclatante ha sbaragliato il Brescia a ogni voce. E il Brescia e Corini sono andati fuori strada.

Tra forza e polemiche

A rimettere tutti in carreggiata ci ha pensato a botta calda il presidente Giuseppe Pasini che ha fatto l’unica cosa che andava fatta: prima ha «raccolto» i giocatori da terra, sul campo. Poi ha trasmesso un messaggio di forza. Si è presentato non piangendo, ma rilanciando la sfida delle ambizioni. Sarà subito assalto alla serie B e, da luglio, con un’alleata in più: la «V» sul petto. L’annuncio del ritorno dietro l’angolo del simbolo più amato (insieme alla decisione fatta per il centro sportivo: sarà a Buffalora) ha infiammato i tifosi, decisamente molto meno contenti però di quel «ci chiameremo per sempre Union» che meriterà di essere approfondito: scelta o ragioni tecnico-legali? Pasini ha poi tirato in ballo, in maniera sorprendentemente veemente, il dissenso dei Brescia 1911 (con anche un riferimento a Omar Pedrini che pare a suo tempo abbia detto di non riuscire a sentire sua la nuova realtà calcistica) nei confronti dell’Union Brescia. Ieri i 1911 hanno risposto: «Caro presidente, noi non abbiamo vinto, ma lei ha clamorosamente perso, soprattutto nel dopo partita... A vincere sono capaci tutti, a perdere ci vogliono stile ed eleganza» il senso di un lungo comunicato rilasciato via social.

Costruire la sfida

Polemiche senza punto d’incontro a parte, decisamente più interessante è che il guanto di sfida è stato lanciato. Adesso però la sfida va costruita e non c’è nessun dettaglio che può essere trascurato. E ci sono diverse questioni da trattare con le giuste delicatezze, ma anche la giusta decisione. Perché consolidare e cementare è più difficile che mettere le basi. Intanto: il piano serie B poggerà, nelle idee, sulla continuità. Una linea che è implicita anche nel fatto che si ripartirà da Eugenio Corini lodato e confermato («non solo perché ha il contratto») da Pasini nell’immediato post Ascoli. È chiaro dunque che il lavoro del tecnico di Bagnolo si reggerà sul vissuto col gruppo che ha sfiorato l’impresa.

In questi mesi anche col diesse Andrea Ferretti – la cui posizione è uscita rinforzata delle risposte positive a infortuni smaltiti e grazie al mercato di gennaio – il tecnico si è spesso confrontato: le idee collimano e vanno della direzione di una ripartenza dal blocco squadra con innesti mirati. L’attacco partirà da Crespi che sarà riscattato, ma intorno sarà praticamente tutto da rifare. E se il centrocampo è il reparto sul quale ci sarà da intervenire meno, riflessioni saranno fatte su difesa ed esterni.

Il mercato e le intenzioni

Il filone di mercato, nelle intenzioni su carta, andrà in questa direzione, ma prima servono delle certezze. La prima: il budget. In questi giorni il club sarà impegnato anche a fare i conti e servirà anche un aumento di capitale. Somme da tirare col righello. E anche nei rapporti. Pasini si confronterà con i soci e in particolare con i membri del Cda anche per un bilancio sui pesi e contrappesi interni alla fine del primo anno di una nuova esperienza di governance che vede coinvolti imprenditori di alto rango, tutti abituati a prendere decisioni in proprio. Cosa è andato? Cosa no? Cosa è migliorabile nella filiera? Poi tutti i coinvolti sul piano azionario in generale decideranno se, come e quanto rinnovare il loro impegno, pure economico. Anche solo fisiologicamente, qualche movimento ci sarà.

Rapporti e figure chiave

Per oggi risulta tra l’altro un Cda che ha un ordine del giorno dedicato a pure formalità, ma che potrebbe diventare l’occasione per approfondire alcuni temi. I conti insomma sono un tema, insieme al completamento della cosiddetta «squadra ombra», ovvero delle figure che operano con e per la squadra. Senza sconti, andrà innanzitutto approfondita la tematica che ha dominato l’annata che si è chiusa: quella dei tanti infortuni. Ci saranno decisioni da prendere. E poi: quale figura inserire come raccordo tra presidente, diesse e allenatore? Dopo un periodo di chiacchiericcio, sul tema nelle ultime settimane è calato il silenzio, ma la volontà di effettuare un’aggiunta c’è. Uomo con più esperienza di campo o di scrivania? Non c’è dubbio che anche la scelta e le modalità con cui maturerà potrà avere un peso e magari riscrivere le presenze attuali. La certezza è che nel Brescia è già domani.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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