Il giorno dopo esattamente come la notte prima: male uguale. E servirà qualche altra nottata ancora prima di avere dei miglioramenti.
Allo stesso tempo però, nelle prime riflessioni riposate, sul divano o sul letto, a dare un po’ di sollievo è arrivata la consapevolezza. Quella di chi sa di essere arrivato dove è potuto arrivare mettendo in fila tutto ciò che è capitato in stagione e facendo i conti col fatto che sì, all’ultimo atto si è arrivati con una rosa pressoché al completo, ma con tanti giocatori «mezzo e mezzo».
Poche storie e zero fronzoli: il Brescia ad Ascoli, contro un Ascoli per contro smagliante, è arrivato male. Forse nella testa ha picchiato più del dovuto quella mezz’ora «insana» che è stata il recupero del primo round. Un po’ di paura, quel tanto di braccino ed eccoli lì i fantasmini a riaggirarsi sulle teste biancazzurre. Poi quel gol clamoroso sbagliato da Mallamo che forse avrebbe potuto riaprire i conti al Del Duca, ma forse anche no. Perché l’Ascoli è stato superiore in tutto e seppur non in maniera eclatante ha sbaragliato il Brescia a ogni voce. E il Brescia e Corini sono andati fuori strada.
Tra forza e polemiche
A rimettere tutti in carreggiata ci ha pensato a botta calda il presidente Giuseppe Pasini che ha fatto l’unica cosa che andava fatta: prima ha «raccolto» i giocatori da terra, sul campo. Poi ha trasmesso un messaggio di forza. Si è presentato non piangendo, ma rilanciando la sfida delle ambizioni. Sarà subito assalto alla serie B e, da luglio, con un’alleata in più: la «V» sul petto. L’annuncio del ritorno dietro l’angolo del simbolo più amato (insieme alla decisione fatta per il centro sportivo: sarà a Buffalora) ha infiammato i tifosi, decisamente molto meno contenti però di quel «ci chiameremo per sempre Union» che meriterà di essere approfondito: scelta o ragioni tecnico-legali? Pasini ha poi tirato in ballo, in maniera sorprendentemente veemente, il dissenso dei Brescia 1911 (con anche un riferimento a Omar Pedrini che pare a suo tempo abbia detto di non riuscire a sentire sua la nuova realtà calcistica) nei confronti dell’Union Brescia. Ieri i 1911 hanno risposto: «Caro presidente, noi non abbiamo vinto, ma lei ha clamorosamente perso, soprattutto nel dopo partita... A vincere sono capaci tutti, a perdere ci vogliono stile ed eleganza» il senso di un lungo comunicato rilasciato via social.
Costruire la sfida
Polemiche senza punto d’incontro a parte, decisamente più interessante è che il guanto di sfida è stato lanciato. Adesso però la sfida va costruita e non c’è nessun dettaglio che può essere trascurato. E ci sono diverse questioni da trattare con le giuste delicatezze, ma anche la giusta decisione. Perché consolidare e cementare è più difficile che mettere le basi. Intanto: il piano serie B poggerà, nelle idee, sulla continuità. Una linea che è implicita anche nel fatto che si ripartirà da Eugenio Corini lodato e confermato («non solo perché ha il contratto») da Pasini nell’immediato post Ascoli. È chiaro dunque che il lavoro del tecnico di Bagnolo si reggerà sul vissuto col gruppo che ha sfiorato l’impresa.
In questi mesi anche col diesse Andrea Ferretti – la cui posizione è uscita rinforzata delle risposte positive a infortuni smaltiti e grazie al mercato di gennaio – il tecnico si è spesso confrontato: le idee collimano e vanno della direzione di una ripartenza dal blocco squadra con innesti mirati. L’attacco partirà da Crespi che sarà riscattato, ma intorno sarà praticamente tutto da rifare. E se il centrocampo è il reparto sul quale ci sarà da intervenire meno, riflessioni saranno fatte su difesa ed esterni.
Il mercato e le intenzioni
Il filone di mercato, nelle intenzioni su carta, andrà in questa direzione, ma prima servono delle certezze. La prima: il budget. In questi giorni il club sarà impegnato anche a fare i conti e servirà anche un aumento di capitale. Somme da tirare col righello. E anche nei rapporti. Pasini si confronterà con i soci e in particolare con i membri del Cda anche per un bilancio sui pesi e contrappesi interni alla fine del primo anno di una nuova esperienza di governance che vede coinvolti imprenditori di alto rango, tutti abituati a prendere decisioni in proprio. Cosa è andato? Cosa no? Cosa è migliorabile nella filiera? Poi tutti i coinvolti sul piano azionario in generale decideranno se, come e quanto rinnovare il loro impegno, pure economico. Anche solo fisiologicamente, qualche movimento ci sarà.
Rapporti e figure chiave
Per oggi risulta tra l’altro un Cda che ha un ordine del giorno dedicato a pure formalità, ma che potrebbe diventare l’occasione per approfondire alcuni temi. I conti insomma sono un tema, insieme al completamento della cosiddetta «squadra ombra», ovvero delle figure che operano con e per la squadra. Senza sconti, andrà innanzitutto approfondita la tematica che ha dominato l’annata che si è chiusa: quella dei tanti infortuni. Ci saranno decisioni da prendere. E poi: quale figura inserire come raccordo tra presidente, diesse e allenatore? Dopo un periodo di chiacchiericcio, sul tema nelle ultime settimane è calato il silenzio, ma la volontà di effettuare un’aggiunta c’è. Uomo con più esperienza di campo o di scrivania? Non c’è dubbio che anche la scelta e le modalità con cui maturerà potrà avere un peso e magari riscrivere le presenze attuali. La certezza è che nel Brescia è già domani.




