Ascoli-Brescia: al Rigamonti in più di 2mila tra lacrime ed emozioni

La delusione vissuta dai tifosi biancazzurri davanti al maxischermo installato nello stadio di Mompiano
Francesco Venturini
I tifosi del Brescia al Rigamonti per Ascoli-Brescia
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I tifosi del Brescia al Rigamonti per Ascoli-Brescia

Si potrebbe partire dall’applauso finale e dai cori rivolti alla squadra dai tifosi, rimasti fino all’ultimo sulla gradinata del Rigamonti, per capire quanto di buono questo Brescia abbia fatto durante la stagione e quanto sia entrato nel cuore della propria gente.

Finisce 3-0 per l’Ascoli, ma gli applausi di chi ci ha creduto davvero e ha sfidato il caldo per assistere alla finale sul maxischermo installato appositamente nell’impianto di Mompiano non si placano nemmeno al triplice fischio. L’attesa era grande. Già due ore prima del calcio d’inizio, all’esterno dei cancelli del Rigamonti si erano radunate centinaia di persone, pronte a vivere insieme un grande sogno.

Sugli spalti erano in 2.300 circa: un colpo d’occhio speciale, fatto di bandiere e maglie biancazzurre, con i tifosi a gridare i nomi dei giocatori durante la lettura delle formazioni e a intonare una Madonnina dai riccioli d’oro più sentita che mai poco prima del fischio d’inizio dell’arbitro.

Sentimenti

Poi spazio alle emozioni, alla tensione e, successivamente, alle imprecazioni e alle mani nei capelli. Al 10’, il gol di Rizzo Pinna fa calare per un attimo il silenzio sulla gradinata. Un silenzio che però dura poco, perché il pubblico riprende subito a spingere il Brescia, seppur a distanza, alzando il volume a ogni offensiva biancazzurra.

Urla che però restano strozzate in gola prima sul destro di Zennaro intorno alla mezz’ora, poi soprattutto sulla clamorosa occasione capitata a Mallamo nel finale di frazione, quando tutta la gradinata era già pronta ad esultare insieme.

Il parziale di 1-0 non scalfisce il sogno. Nella ripresa la gente torna a spingere, ma bastano solamente sette minuti per trasformare ancora una volta il calore in silenzio. Il 2-0 di Silipo gela il Rigamonti e lascia nell’aria la sensazione che il sogno stia lentamente scivolando via. Nessuno, però, abbandona gli spalti, basterebbe una rete per riaccendere tutto.

Attesa vana

Quella rete, però, non arriva mai. Il 3-0 di Milanese a pochi minuti dal termine mette definitivamente fine al sogno e spinge qualcuno a lasciare lo stadio. Non tutti.

Chi resta applaude comunque, intona cori e accompagna idealmente la squadra fino all’ultimo secondo. Ed è forse proprio questa l’immagine che fotografa meglio la stagione del Brescia. Una società, quella guidata dal presidente Pasini, capace di tornare a creare in città e provincia quell’entusiasmo, quel senso di appartenenza e orgoglio, che mancavano da tempo, al di là del risultato finale.

All’uscita la delusione resta, inevitabilmente, ma qualcuno arriva pure a lanciare l’idea di andare nuovamente all’aeroporto di Montichiari per attendere il gruppo nonostante la sconfitta. Ed è probabilmente questa la vittoria più grande dell’Union Brescia.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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