Il Brescia Calcio è stato messo in liquidazione giudiziale perché versa in un «conclamato stato di insolvenza». È questa la conclusione a cui è arrivato il Tribunale di Brescia, che nella sentenza motiva nel dettaglio le ragioni del fallimento, evidenziando come la società non fosse più in grado di far fronte ai propri debiti e non avesse i requisiti per accedere agli strumenti alternativi di risanamento.
Le motivazioni
I giudici hanno innanzitutto dichiarato inammissibile il ricorso presentato dalla società per accedere alla procedura di composizione della crisi, ritenendolo tardivo e «privo dei presupposti richiesti». Nelle motivazioni si legge inoltre che il percorso intrapreso dal club «non presenta alcun profilo di derivazione eziologica da quanto accaduto in seno alla composizione negoziata» e che «appare difficile affermare che l’imprenditore abbia agito secondo buona fede e correttezza», né che ai creditori sia stato sottoposto «un effettivo progetto di piano di risanamento».
I debiti
La sentenza evidenzia un’esposizione debitoria di 21.326.630 euro, interamente scaduta, a fronte di liquide disponibilità per solo 134.636 euro. Situazione d’insolvenza, dimostrata anche dai dati di bilancio: patrimonio netto negativo per oltre 16,7 milioni di euro, perdite di esercizio superiori a 23 milioni e un attivo composto in larga parte da crediti ancora da incassare, tra cui quello legato al contributo di solidarietà per il trasferimento di Sandro Tonali, maturato ma non ancora liquidato. Per questo i giudici danno l’avvio alla procedura fallimentare.




