Nel giorno del 70esimo compleanno di Massimo Cellino, il Tribunale di Brescia ha dichiarato il fallimento del Brescia Calcio. La Sezione procedure concorsuali ha emesso la sentenza n. 253/2026 con cui è stata aperta la liquidazione giudiziale della società biancazzurra, ponendo così la parola fine alla vicenda del club.
La sentenza
Il collegio ha dichiarato la liquidazione giudiziale del Brescia Calcio Srl, con sede a Torbole Casaglia, nominando giudice delegato Alessandro Pernigotto e curatore Luigi Meleleo. I creditori dovranno presentare le domande di insinuazione al passivo nei termini fissati dal Tribunale, mentre il termine per il deposito delle domande di ammissione allo stato passivo è stato fissato al 20 novembre 2026.
La sentenza chiude formalmente la procedura avviata dopo il ricorso per la liquidazione giudiziale, sancendo il definitivo dissesto della storica società biancazzurra, dopo il mancato rispetto degli adempimenti economici che avevano portato all’esclusione dai campionati professionistici. Il Brescia aveva presentato domanda di concordato in bianco che i giudici hanno rigettato.
Il commento
«Lo stesso giorno di quando mi sequestrarono tutto» è il primo commento di Cellino. «È solo un atto di punizione. Non pensavo che l’acredine fosse più forte della ragione» prosegue l’imprenditore sardo. «Il problema che si perdono oltre 5 milioni per i creditori. Purtroppo il 2 agosto è troppo vicino perciò non serve neppure impugnare l’atto».
La relazione
Nella scelta del tribunale ha pesato la relazione depositata poche settimane fa. «La società non ha rispettato il principio di buona fede e correttezza nella presente composizione», scriveva l’esperto nominato un anno fa per gestire davanti al tribunale la crisi economica del Brescia calcio.




