L’esperto boccia il piano di Cellino: «Mancano buona fede e correttezza»

La relazione dell’avvocato Eugenio Bissocoli, esperto per composizione negoziata della crisi: «Gli avvocati hanno informato dell’esistenza di investitori interessati all’iscrizione della squadra, senza però rivelare la loro identità»
Andrea Cittadini

Andrea Cittadini

Vicecaporedattore

Massimo Cellino davanti al tribunale di Brescia - Foto Gabriele Strada/Neg © www.giornaledibrescia.it
Massimo Cellino davanti al tribunale di Brescia - Foto Gabriele Strada/Neg © www.giornaledibrescia.it

Parole come macigni. Messe nero su bianco alla vigilia di un’udienza nella quale il Brescia di Cellino punta ad un cambio di strategia per evitare il crac. «La società non ha rispettato il principio di buona fede e correttezza nella presente composizione» scrive l’esperto nominato un anno fa per gestire davanti al tribunale la crisi economica del Brescia calcio.

Si tratta di una sonora bocciatura del piano presentato dall’imprenditore sardo a fronte della richiesta di fallimento avanzata dalla Procura di Brescia per gli oltre 20 milioni di debiti accumulati dal club. Dopo la riattivazione della matricola, che permette in linea teorica l’iscrizione dall’ultima serie del calcio, gli avvocati dell’imprenditore sardo rinunciano alla procedura di composizione della crisi e chiedono il concordato preventivo in continuità. Si tratta di uno strumento di ristrutturazione dei debiti che permette al club di proseguire l’attività.

Udienza anticipata

E per questo il pm – che vuole al contrario chiudere la partita con il fallimento – ha chiesto e ottenuto che venga anticipata l’udienza: appuntamento in aula domani e non il 22 luglio come inizialmente previsto. Ma alla vigilia del nuovo appuntamento della storia infinita tra Cellino e la giustizia bresciana fa rumore la relazione finale dell’avvocato Eugenio Bissocoli, l’esperto per composizione negoziata della crisi.

Nero su bianco

Massimo Cellino - Foto New Reporter © www.giornaledibrescia.it
Massimo Cellino - Foto New Reporter © www.giornaledibrescia.it

«La verifica del rispetto del principio di buona fede e correttezza presuppone che nel corso della composizione negoziata: il debitore abbia presentato ai creditori una proposta di soddisfazione del loro credito completa, ragionevolmente perseguibile, le trattative tra il debitore e i creditori si siano svolte in concreto e non siano andate a buon fine per ragioni non imputabili al debitore e che la condotta del debitore sia stata improntata a criteri di correttezza e trasparenza» scrive il legale che conclude: «Nella composizione in esame, mancano certamente i primi due presupposti e si sono verificate diverse criticità anche per la condotta tenuta dai consulenti».

Nel mirino dell’esperto finiscono in particolare gli avvocati di Massimo Cellino che secondo il professionista «hanno informato per iscritto in data 11 maggio 2026 dell’esistenza di investitori interessati all’iscrizione della squadra di calcio presso la Lnd e a investire nella società, ma si sono rifiutati di rivelare l’identità degli investitori e di dare alcuna informazione sulla trattativa».

«Evidente contraddizione»

E ancora: «Nella propria istanza di proroga delle misure protettive, Brescia calcio ha affermato che la controllante Brescia Holding aveva sottoscritto apposito impegno a mettere a disposizione della società i fondi necessari per l’iscrizione della squadra di calcio alla Lnd. Tuttavia, il documento allegato alla predetta istanza era stato sottoscritto da Brescia calcio e alla richiesta di chiarimenti dell’esperto, i consulenti del club hanno risposto che le interlocuzioni con il socio Brescia holding in relazione a tale impegno erano in corso, con evidente contraddizione rispetto a quanto indicato nell’istanza di proroga delle misure protettive».

In questo clima gli avvocati di Cellino si presenteranno domani in udienza per chiedere di tenere in vita il Brescia calcio. È chiaro che «l’effetto Tonali» si fa sentire sui conti della società, considerando che con la percentuale che arriva nelle casse della cessione del centrocampista al Tottenham, la situazione è meno complessa. Ma è il quadro di insieme a scricchiolare pesantemente. E il tempo di giocare a carte coperte è finito.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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