Due indizi ti suggeriscono che sei sulla strada investigativa corretta, ma ne servono pur sempre tre per fare una prova e cristallizzarla.
Union Brescia bene col Cittadella, bene con la Folgore Caratese: in due partite molto differenti tra loro, per i presupposti che le hanno caratterizzate, per tipologia di squadre. Dall’alto al basso della classifica senza colpo ferire per un rilancio in grande stile e un riassetto di rapporti e dinamiche oltre che di classifica. Però non basta (e non basterà mai nulla: fino a fine stagione sarà una corsa a dover dimostrare «la qualsiasi») e adesso c’è allora da vedersela con il ceto medio alto del girone A: alle 20.30 a Mompiano arriva l’Arzignano.
Obiettivo
Nel mirino la squadra di Corini ha la terza vittoria consecutiva: vorrebbe dire tornare agli albori del campionato dato che un filotto da nove, al Brescia non riesce esattamente dalle prime tre gare (con Carpi, Pegolettese, Giana). Vorrebbe dire essersi proprio lasciati alle spalle il periodo peggiore. Clientino niente male quello che tocca in dote questa sera in un confronto che tra l’altro mette di fronte la squadra dall’età media più alta del campionato – il Brescia – e quella che (Juve Under 23 a parte) invece ha la più bassa (i «vecchi» sono i due centrali di difesa che hanno 29 anni).
Altra particolarità
Sulla panchina dei veneti mister Di Donato sta all’Arzignano esattamente come Corini sta ai biancazzurri dato che il tecnico dei veneti è colui che storicamente li condusse in C proprio nell’annata in cui l’allenatore di Bagnolo Mella – sulla cui appartenenza è pleonastico soffermarsi – portò invece il Brescia in A.
Esaurito il capitoletto delle curiosità, il Brescia tornato secondo ha anche la possibilità di viversi due notti a -2 dal Cittadella capolista che sarà in campo soltanto domenica. E tutto serve. Serviranno però prima di tutto i bei biancazzurri delle ultime due uscite: quelli continui, quelli intensi, quelli aggressivi, quelli con le idee più raccolte e chiare, quelli con quel qualcosa in più anche dal punto di vista qualitativo. Quelli che sono tornati a essere il miglior attacco anche senza Crespi. Quelli che affrontano una squadra dal possesso palla a scartamento ridotto (poco più del 40%) e che si è costruita il suo quarto posto a suon di verticalità e riaggressione. Quella contro cui la velocità dovrà rappresentare un ingrediente: occorrerà evitare che la partita si trasformi in una battaglia di duelli e ripartenze che sono il terreno di caccia privilegiato della squadra veneta, che è compatta e che non ha paura di accettare di difendersi – proprio come ha fatto settimana scorsa col Lumezzane (1-1) – per poi provare a colpire nei momenti più opportuni.
Cosa evitare
Un altro pericolo potrebbe essere quello di lasciare la contesa in bilico: l’Arzignano sa essere pericolosa nei finali (4 i gol segnati negli ultimi 5’) e sa essere incisiva e decisiva dalla panchina. Il Brescia dal canto suo sa che comunque ha molto di più, sia in termini di valori dei singoli che assoluti. Quel che ci vuole è una serata da segugi: per fornire la prova.




