Brescia e il centro sportivo: Torbole s’allontana, si pensa a Buffalora

A fine mese la decisione del Cda. Per l’impianto nella Bassa le parti sono irremovibili: Cellino non si schioda dalla richiesta iniziale di 6 milioni, l’Union è ferma all’offerta di 4,5 milioni
Erica Bariselli

Erica Bariselli

Giornalista

Il centro sportivo di Buffalora
Il centro sportivo di Buffalora

Eppur (la questione) si muove, anche se sembra che non si muova. Quale casa per l’Union Brescia nella prossima stagione?

Perché «una casa la prossima stagione l’avremo» promisero all’unisono il presidente Giuseppe Pasini e il consigliere con delega al settore giovanile Daniele Scuola poco più di un mese fa, in occasione della presentazione del nuovo responsabile del vivaio Mattia Collauto.

Il centro sportivo di Torbole Casaglia è da molto tempo sullo sfondo. Ecco: i contorni della struttura di proprietà dell’Eleonora Immobiliare e dunque di Massimo Cellino, appaiono però a oggi sempre più sfumati e fuori fuoco rispetto all’orizzonte del club biancazzurro.

Mentre, per contro, sui tavoli de i soci prendono sempre più spazi gli incartamenti relativi al piano B: quello che riguarda un prossimo futuro da disegnare e concretizzare a Buffalora, centro sportivo Rigamonti dove già sono «in prestito» le formazioni baby del Brescia.

Il centro sportivo di Torbole Casaglia - © www.giornaledibrescia.it
Il centro sportivo di Torbole Casaglia - © www.giornaledibrescia.it

Torbole sarebbe la soluzione preferibile perché si tratterebbe di un «chiavi in mano», soltanto da «riaccendere» previa robusta opera di manutenzione anche straordinaria dato che di fatto (al di là dell’utilizzo di qualche ufficio da parte di personale del Brescia calcio rimasto al lavoro per Cellino) si tratta di una struttura in stato di abbandono. Tempo di effettuare i necessari lavori e poi sarebbe da subito utilizzabile pensando in un secondo momento a migliorie e ampliamento. Vorrebbe dire poter accorciare i tempi nel percorso di crescita e consolidamento di tutto il progetto.

Le parti

La situazione è nota: le parti, semplicemente, sono irremovibili. Da una parte c’è Cellino che non si schioda dalla richiesta iniziale di 6 milioni, dall’altra l’Union Brescia ferma all’offerta di 4,5 milioni. Il tutto mentre ci si muove su un terreno accidentato, con di mezzo tribunali (l’ex patròn deve evitare il fallimento della creatura che ha mandato a morire) e altre partite (la V, l’archivio storico, eccetera).

È in corso una sessione di scacchi che nessuno ci sta a voler perdere. E nella quale nessuno sembra più intenzionato a compiere mosse nonostante in senso assoluto la distanza non sia così siderale. Nel frattempo l’Union non è stata con le mani in mano e infatti già da un po’ Pasini, di concerto con i consiglieri, ha iniziato a guardare a Buffalora per capire come potrebbe nascere il centro sportivo di proprietà che dovrebbe estendersi su un’area fuori dagli attuali confini del centro esistente.

I terreni circostanti, oltre alla necessità di interfacciarsi con una proprietà diversa da quella della struttura attuale, richiederebbero anche un cambio di destinazione (ora è a uso agricolo). Nel frattempo, se si decidesse di lasciar perdere Torbole e di prendere la strada del territorio a ridosso della città, si delineerebbe una prossima stagione in cui lì si radicherebbe sempre più il vivaio mentre la prima squadra, in una gestione dei campi che si potrebbero avere a disposizione, potrebbe dividersi tra Buffalora, lo stadio Rigamonti e Salò. Il tema sarà ai primi punti dell’ordine del giorno del Cda in programma a fine mese: va presa una decisione definitiva.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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