Brescia Baseball sempre in trasferta: «Dura sopravvivere così»

Il vicepresidente Stefano Sbardolini: «Da quando il Cus ci ha tolto il vecchio campo di via Brianze non giochiamo più in città. Cantoni si sta muovendo, ma occorre fare in fretta»
Luca Chiarini

Luca Chiarini

Giornalista

Giocatori di baseball nel vecchio campo di via Branze - © www.giornaledibrescia.it
Giocatori di baseball nel vecchio campo di via Branze - © www.giornaledibrescia.it

C’è una squadra, a Brescia, che da più di quattro anni non può disputare in casa le proprie partite. È il Brescia Baseball del vicepresidente Stefano Sbardolini: «Il 2019 è stato l’ultimo anno in cui abbiamo giocato sul campo di via Brianze» racconta.

Nel 2020

Nell’immediato post-Covid è cambiato tutto: «Il baseball fu uno dei primi sport a ripartire dopo le chiusure. Proprio in quel frangente il Cus ci impedì di continuare a giocare in quel campo. Il Brescia Baseball Asd, che fino ad allora si era occupato esclusivamente dell’attività giovanile e del softball, dovette assorbire tutti gli atleti della prima squadra maschile, con l’avallo della Federazione. Da allora, giochiamo sempre in trasferta».

Sopravvivenza

Stefano Sbardolini, vicepresidente del Brescia Baseball Asd - © www.giornaledibrescia.it
Stefano Sbardolini, vicepresidente del Brescia Baseball Asd - © www.giornaledibrescia.it

Una realtà importante, quarant’anni di storia, di cui nove nella massima serie. Oggi, però, la missione è sopravvivere: «Da tre anni ci alleniamo sul vecchio campo da hockey su prato, messoci a disposizione dagli amici del CusCube. È in erba sintetica e gli infortuni sono frequenti. Eravamo in serie A, abbiamo stretto i denti per quattro anni allenandoci in quelle condizioni, ma poi siamo retrocessi».

È andata leggermente meglio alla squadra femminile e ai piccoli: «A Marcheno c’era un campo di softball inutilizzato, e quando ci siamo fatti avanti l’Amministrazione ci ha accolto a braccia aperte. Le dimensioni ridotte ne consentono però l’utilizzo soltanto alla squadra femminile e agli Under 12. Che perdipiù, per ovvie ragioni logistiche, non possono permettersi più di un allenamento a settimana lì, oltre alle partite».

Dura, così, andare avanti ancora a lungo: «So che Cantoni si sta muovendo, lo sento spesso e ne apprezzo gli sforzi. Del Bono ci aveva destinato un’area a Sanpolino, ma ora si è deciso che ospiterà gli alloggi di housing sociale. E quindi ne va individuata una nuova. Bisogna fare in fretta, però. Altrimenti il baseball a Brescia muore».

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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