Brescia solo sulla maglia: la squadra di baseball che rischia di sparire

Vincenzo Cito
L’Ecotherm da quattro anni non ha un campo e gioca perennemente in esilio, fuori provincia: «Così scappano i ragazzi»
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Baseball: nuova stagione, vecchi problemi
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La frase che più colpisce fra le tante lasciate sulla pagina Facebook del club, l’ha scritta un praticante. «Che senso ha portare sulla maglia il nome di Brescia se poi nella tua città non ci giochi mai?». Nel baseball sta succedendo da quattro anni, un lasso di tempo enorme che non ha alcun precedente in Italia, in nessun’altra disciplina.

I precedenti

C’è chi ha scontato lunghe squalifiche, chi per capienza inadeguata ha dovuto traslocare altrove, chi ha risistemato il campo bisognoso di migliorie e chi invece, come la Ecotherm, il campo non ce l’ha più perché nel 2020 è stato destinato dal Cus ad altri usi.

E così uno sport che da noi ha 40 anni di storia di colpo è entrato nella clandestinità: si sa che c’è, non dove si pratica, la squadra è costretta a giocare sempre fuori casa, sia all’andata sia al ritorno e - nella migliore delle ipotesi - trova ospitalità a Lodi . A fine gennaio le partite consecutive disputate in esilio erano 323, oggi nessuno le conta più. Eppure parliamo di una delle discipline più praticate al mondo e che continua a catturare l’attenzione dei più piccoli, perché qui si corre, si lancia, si afferra la palla, la si colpisce e ci si sente parte di un gruppo in cui ognuno diventa importante. Solo che ora, appena arrivati i ragazzi scappano.

I problemi

Concentrazione in campo
Concentrazione in campo

«All’inizio è facile conquistarli - spiega il presidente Antonio Manfredini - perché sono attratti dalle mazze, dai guantoni, dalla velocità del gioco. Poi quando devono andare fuori provincia per le partite tutto si complica per i genitori e non ce li portano più».

Tanto che la squadra Under 12 è stata cancellata, una ferita che brucia ancora e pesa sulla coscienza dell’intera città perché un ragazzo che abbandona lo sport così presto è una sconfitta per tutti. Sono anni che l’Ecotherm ha lanciato il suo grido di allarme, rimasto inascoltato: l’unico aiuto è arrivato dal CusCube hockey su prato che ha messo a disposizione il suo vecchio campo per gli allenamenti. «Le dimensioni sono ben più ridotte di quelle di un impianto per il baseball - chiarisce Manfredini - la superficie è dura, i rimbalzi approssimativi, non c’è un monte per i lanciatori e i battitori non possono farlo nel modo tradizionale perché la pallina uscirebbe dall’impianto».

È un baseball in miniatura, che non ha nulla a che vedere con quello vero, come se il Brescia di Maran si allenasse tutta la settimana facendo due tiri a calcetto. Le conseguenze sono state inevitabili.«Da 9 anni giocavamo in A, eravamo riusciti a conservare la categoria sino al 2022 - dice il presidente - nella scorsa stagione abbiamo dovuto rassegnarci alla retrocessione».

Programmi

Tra le macerie splendono anche le gemme, perché Brescia non ha alcuna intenzione di mollare. «Ripartiremo con una squadra composta tutta da Under 23 - sottolinea il vicepresidente Stefano Sbardolini, storico dirigente del baseball cittadino - col programma di restare in B per qualche anno e di tornare nel campionato maggiore quando potremmo finalmente disporre di un campo. Lo merita la nostra storia e la passione che stiamo tenendo viva nonostante tutto. Sono anni che i nostri bambini non vedono quelli della prima squadra, anzi li conoscono appena perché ci si allena e si gioca in orari e posti diversi».

Pur in condizioni estreme, in questi anni la società ha continuato a sfornare atleti per le nazionali giovanili. Ha disputato gli ultimi Europei U23 in azzurro Federico Virgadaula, 23 anni, atleta che si era fatto apprezzare in passato anche per aver giocato da normodotato un campionato di basket in carrozzina con Icaro per fare compagnia al fratello Daniele. L’Ecotherm di buon grado lo ha girato al Codogno, per consentirgli di restare in serie A.

La tradizione di famiglia

Samuele Sbardolini
Samuele Sbardolini

Una soddisfazione personale poi Sbardolini l’ha avuta dal figlio Samuele, avviato al baseball sin da bambino e che a 12 anni ha vinto con la Nazionale il titolo continentale di categoria. Cresciuto nelle selezioni giovanili nazionali, ora si trova a Naples, negli Stati Uniti, dove gioca il campionato High School e studia in un istituto locale secondo il progetto «L’anno all’estero» che gli consentirà di tornare poi al liceo Arnaldo per conseguire la maturità classica. Il baseball a Brescia non vuole morire e ci sono giovani che, nonostante mille problemi, tengono alto il nome della città: ora diamo loro un campo per riportarli a casa.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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