Parlare della partita di oggi, gara-2 della semifinale play off contro l’Olimpia Milano, è due volte difficile. Punto primo, basta leggere quanto si scrive a fianco e delle ore convulse che sono state vissute. Punto secondo, non fosse sufficiente, la Germani è reduce dalla scoppola di venerdì sera, che francamente ha delineato un quadro (per carità, potenzialmente sempre ribaltabile, o modificabile) tutto fuorché rasserenante.
L’Olimpia gioca un altro sport rispetto alla Pallacanestro Brescia, e il risultato «vero» di gara-1 è l’84-58 toccato dagli uomini di Poeta nel cuore dell’ultimo quarto (+26), prima che nel garbage time Brescia rendesse meno disonorevole il risultato (88-72 al 40’).
Evitare di parlare di extra campo per concentrarsi sul campo è stato a tratti difficile. Come si è scritto, da una squadra forte, ma «umana», come la Germani, Milano è battibile solo in una serata in cui tutto va alla grande mentre gli avversari, per qualche ragione, incappano nella partita sbagliata. A livello di segnali, nulla lascia presagire che capiti stavolta.
Da sapere. Germani-Olimpia Milano, gara-2 della semifinale scudetto, è in programma oggi, alle 20, al PalaLeonessa. I meneghini sono avanti 1-0 nella serie, hanno già ribaltato il fattore campo e scendono sul parquet per guadagnare il primo match point che vale la finale nel prossimo impegno, che sarà ad Assago (mercoledì 3 giugno, alle 20). Brescia punta a tenere in vita la serie il più a lungo possibile. La radiocronaca diretta è sulle frequenze di Radio Bresciasette. Sul sito del nostro quotidiano gli aggiornamenti testuali.
Le parole
«Sarà necessario alzare il nostro livello sia sotto il profilo individuale sia sul piano collettivo – afferma Matteo Cotelli, allenatore di Brescia – . Dovremo fare ciò, ancor prima che con il fisico e l’energia, tramite il nostro approccio alla partita, mettendo in campo una consistenza e una durezza mentale che siano costanti per l’intero arco della gara».
Concettualmente inappuntabile, lo stesso coach ha vissuto frangenti di difficoltà (non tanto cestistica, ma a livello macro e di futuro), e forse il primo obiettivo sarà quello di provare a isolare definitivamente la squadra dall’assordante rumore prodotto dall’extra campo. I giocatori sono tutti professionisti. Tra quelli della Germani c’è chi sa di avere la valigia in mano, tra scelte personali, necessità, ragioni legate al «nuovo corso» (sperando, naturalmente, che ne esista davvero uno). Inferiore per forza di cose sotto ogni punto di vista, la Germani cerca lo scatto d’orgoglio anche solo per rendere giustizia a un biennio (da tanto «dura» questo gruppo) che in ogni caso resterà nella storia. Se l’epilogo, sul campo, dovesse corrispondere a una resa, sarebbe un vero peccato.



