Germani a Trieste: che snodo nella definizione degli equlibri

Per Brescia trasferta difficile, con possibili affaccio sul primato in solitaria
Daniele Ardenghi

Daniele Ardenghi

Giornalista

Jason Burnell, nel match d'andata - © Checchi@newreporter
Jason Burnell, nel match d'andata - © Checchi@newreporter

«Il più è fatto, è il meno che mi preoccupa». La frase è copyright di un ex caposervizio del nostro quotidiano. Uomo inflessibile, severo, illuminato e illuminante, capace, indiscutibilmente «maestro», oggi in pensione da alcuni anni. Arrivava puntuale verso fine giornata, a monito dei colleghi. Vale, oggi, per la Germani, che si appresta ad affrontare Trieste in trasferta in una partita pericolosa. Dopo «aver fatto il più», perché la vittoria del Taliercio di Venezia contro la Reyer di sabato scorso ha davvero segnato un momento di passaggio significativo.

Quando mancano quattro partite - il turno di questo weekend compreso - alla fine della regular season, la Pallacanestro Brescia è seconda. O, meglio, prima a pari merito con la Virtus Bologna, a 38 punti, ma dietro per gli scontri diretti.

Sulle dirette inseguitrici Olimpia Milano e Reyer Venezia ha quattro punti di vantaggio. Con entrambe le squadre ha vinto, sempre, instagione regolare. L’obiettivo è chiudere (al peggio) al secondo posto al 10 maggio, giorno della trentesima di campionato. È molto possibile. È molto probabile. Perché il più (soprattutto dopo aver battuto la Reyer) è fatto. Ma il «meno» preoccupa. A partire, appunto, da oggi, dato che l’avversaria è l’arrembante Trieste. Dato che si gioca in trasferta in un palazzetto caldo. La squadra allenata da Francesco Taccetti, per due anni vice di Alessandro Magro a Brescia (inclusa la stagione della Coppa Italia vinta), è sesta a 26. All’andata, 9 novembre del 2025, fu vittoria bresciana 98-75 (+23). Oggi è tutto da vedere. I giuliani hanno talento e potenzialità, anche se il lungo Sissoko dovrebbe essere out per infortunio.

Da sapere

Trieste-Germani, valida per la ventisettesima giornata della regular season, quartultima di ritorno, è in programma alle 18 al PalaTrieste. La radiocronaca diretta è sulle frequenze di Radio Bresciasette. Sul sito del GdB gli aggiornamenti testuali.

Turno importante

Dopo questa partita, la squadra allenata da Matteo Cotelli avrà due gare in casa, contro altrettante formazioni impegnate nella lotta salvezza: Treviso, domenica 26 (la Nutribullet ha l’acqua alla gola) e Dinamo Sassari (un po’ più tranquilla) il 10 maggio. In mezzo, la complicatissima trasferta di Tortona (3 maggio).

Come la si mette? Dopo la lezione di pallacanestro impartita ai giuliani al PalaLeonessa, le cose sono cambiate. A partire dall’allenatore, dato che Taccetti è subentrato a Israel González e la squadra ha ripreso un po’ quota. Giocare là, in quel palazzetto, per chiunque ci sia mai stato, ènotoriamente un problema. Ci sono calore e pressione avversi.  La Pallacanestro Brescia viene da una vittoria di quelle mega-pesanti. Annullare la Reyer in trasferta (ancora senza Massinburg e col nuovo arrivato Nunn solo seduto in panchina) coincide con l’aver spaccato in due gli equilibri d’alta classifica. Il problema, come si diceva, è che teoricamente non basta per mettere definitivamente al sicuro il secondo posto.

Cercando di evitare giri di parole, oggi (alle 16.30) l’Olimpia Milano affronta Napoli ad Assago in una partita dall’esito segnato a favore degli uomini di Poeta, che ormai hanno detto addio all’Eurolega. Meno banale il Tortona-Virtus Bologna delle 16. In teoria, con un successo a Trieste, in concomitanza con un ko dei bolognesi in Piemonte, può significare primo posto in solitaria, senza il fastidio di dover guardare gli scontri diretti e con tutta l’inerzia a favore. Fare ragionamenti di questo tipo può essere comunque controproducente, sempre. Meglio giocarsela, e alzare la testa dopo.

Intanto, oggi, esordisce Nunn. Vedremo - o intravedremo - se saprà essere ciò che Massinburg non è riuscito a essere. La scintilla dalla panchina. L’uomo fuori dagli schemi. La proverbiale arma in più. Quando «il più è fatto, ma è il meno che mi preoccupa».

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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