Germani batte finaliste 4-0: lo «strano caso» della regular season

Giovedì inizia la serie che assegnerà lo scudetto: la giocano Milano e Venezia, che la Pallacanestro Brescia ha sempre battuto in stagione regolare
Daniele Ardenghi

Daniele Ardenghi

Giornalista

Miro Bilan in azione contro l'Olimpia Milano - © Foto ClaudioDegaspari / Ciamillo-Castoria
Miro Bilan in azione contro l'Olimpia Milano - © Foto ClaudioDegaspari / Ciamillo-Castoria

Giovedì, alle 20, inizia la finale scudetto. Le notizie sono due. Per la seconda volta consecutiva, all’ultimo atto manca una delle due big di Eurolega. La passata stagione era rimasta fuori l’Olimpia Milano. A giocarsela con la Virtus Bologna era stata proprio la Germani. Stavolta niente Vu Nere. Milano sfiderà la Reyer Venezia. Si tratta, classifica di regular season alla mano, di terza contro quarta. Milano e Virtus si erano invece giocate lo scudetto nel 2023-2024, 2022-2023, 2021-22 e 2020-2021. La stagione precedente era stata fermata dalla pandemia, a marzo.

Varietà

Comunque, si diceva, a questo giro sarà Milano-Venezia (palla a due alle 20, all’Unipol Forum di Assago). Da un lato c’è un timido e positivo segnale di «varietà» sul pianeta pallacanestro italiana. Dall’altro non mancano dettagli che si devono considerare. Stavolta Venezia ha fatto fuori in semifinale una Bologna falcidiata dalle assenze e, comunque, in fase regressiva, di sicuro dall’esonero di coach Ivanovic in poi- La Bologna dell’anno scorso giocava un altro sport, o quasi.

Dodici mesi fa la Pallacanestro Brescia era stata eroica, ma aveva comunque sfruttato la presenza del «bug del sistema» Trapani, che aveva scompaginato la griglia play off, evitando ai biancoblù di incontrare una big prima dell’ultimo atto.

Differenze

Le notizie sono due, si diceva. La seconda è che, regular season alla mano, Brescia vanta un record di quattro vittorie e zero sconfitte contro le due finaliste. E questo è un dato che - per certi versi - può far riflettere. Riflettere, naturalmente, non significa saltare a conclusioni. Verrebbe comunque da pensare che Brescia è (stata) una «macchina da regular season». E sa (ho ha saputo) sfruttare le fatiche e le incertezze di due avversarie sulla carta superiori (una nettamente, Milano) e con gerarchie meno definite di quelle - granitiche - dei biancoblù. Circostanze che «dentro la stagione» possono fare la differenza. Se si prende la Reyer, in modo particolare, considerando anche il fatto che il club orogranata non è tra quelli che si tirano indietro se c’è da investire, è difficile dire che la stagione sia stata esaltante. Il quarto posto in campionato ci può stare. L’uscita ai quarti di Coppa Italia contro Tortona già meno. La stagione regolare di Eurocup non è stata negativa, ma l’uscita agli ottavi di finale con gara secca in casa nel derby contro Trento sa di maxi delusione. Eppure... Eppure. Quando si è trattato di giocare ogni 2-3 giorni per i play off la formazione di Spahija ha risposto presente. Cosa che non aveva fatto in campionato con la Germani in due occasioni e momenti diversi della stagione. Facendo leva su roster lungo (forse proprio una delle cose che in stagione regolare diventa difficile da gestire), atletismo e abitudine a scendere in campo ogni poche ore.

Brescia ha battuto sia la Milano allenata da Messina sia quella che era già passata nelle mani di Poeta. In entrambi i casi, nel mezzo di una regular season di Eurolega che per i biancorossi si sarebbe rivelata al di sotto delle speranze. Non solo: in casa, la Germani, già corta, si era imposta priva di Massinburg. Al ritorno, a Milano, l’assente era Ivanovic. È altresì vero che la serie di semifinale non è mai stata realmente in bilico, specie quando (sebbene sull’1-1) è passata al Forum. L’Olimpia ha sempre controllato, dopo aver peraltro mandato a casa Reggio Emilia ai quarti in tre match.

Insomma, Germani batte finaliste scudetto 4-0 in regular season è un dato di fatto che può o meno far ragionare, abbinato a tutto quanto si è espresso sopra.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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